monte Cerbiolo (1559m), punta delle Redutte (1615m), cima Paloni (1582m), in anello con GPS

Il monte Baldo è fiancheggiato ad Est da una catena più bassa, con vette che vanno dai 1500 ai 1600m, che cade a picco sulla val Lagarina (valle dell’Adige), con imponenti balconate rocciose. Questa catena può suddividersi in tre tronchi: partendo da Nord, il tratto monte Vignola-Corno della Paura; poi la profonda valle del torrente Aviana, che sale da Avio verso Nord-Ovest, ma poi gira all’indietro verso Sud fino al passo del Cavallo di Navezze, affiancata ad Est dal secondo tratto di monti: Corno di Corlach-monte Cerbiolo; infine, separata dal passo del Cerbiolo, la dorsale punta delle Redutte-cima Paloni, che affianca ad Est la vallata che sale da Ferrara del Baldo al passo Cavallo di Navezze.

Tutte queste cime sono state intensamente fortificate durante la Prima Grande Guerra, allo scopo di difendere la valle dell’Adige, nel caso di uno sfondamento sul fronte del Pasubio.

Questo è un giro molto bello, aperto a quasi tutti, se non fosse per due brevi passaggi sotto punta delle Redutte, da effettuarsi con attenzione perché su terra e radici, con qualche saltino di sotto. Inoltre, la salita dal passo del Cerbiolo alle Redutte è erta e non segnata, se non nell’ultimo tratto, quando presenta le difficoltà sopra citate. Pertanto l’anello è da qualificarsi EE-, mentre le mete considerate separatamente sono per tutti. Inoltre, in questo periodo, è meglio portarsi i ramponcelli, per neve e ghiaccio a Nord.

Saliti da Ferrara del Baldo, abbiamo parcheggiato al tornante sotto l’Orto Botanico di Novezzina (1200m circa), dove si stacca verso dx una strada asfaltata che scende all’Osservatorio astronomico e poi prosegue per lungo tratto, prima, verso Est, verso la Casara di Gambone, poi, girata a Nord, alla malga Prazagano; infine, al passo del Cerbiolo. Si passa accanto all’Osservatorio, si prosegue in piano fin quasi alla casara, ma poco prima si gira a sn. Prima di questa curva, a sn, è segnalato il “sentiero delle trincee”, che sale a cima Paloni e giunge a punta delle Redutte (forse originariamente Ridotte), scendendo poi al Cavallo di Novezze.

Al ritorno, abbiamo percorso parte di questo sentiero, salendo però dal passo del Cerbiolo direttamente alle Redutte, per poi scendere a Novezzina, per raggiungere meglio il parcheggio.

Comunque, la strada porta fino ad un valico (1300m), dove a dx si va a malga Prazagano. Al valico si può scegliere tra due strade: quella di dx scende nella valle per 50m, risale a malga Cerbiolo (1280m) e poi al passo Cerbiolo 1370m; quella di sinistra si mantiene più alta, ma alla fine giunge al passo dall’alto, comportando anch’essa una perdita di quota. Questa strada, nel tratto finale, divien sentiero, e transita nel bosco. (Noi abbiam preso a sn, ma dovessi scegliere ora, andrei a dx)

Giunti al passo Cerbiolo, si sale per tracce fino alla mlga Fassole Alte, quindi, liberamente o per tracce, fino alla facile vetta, abbruttita da un enorme ripetitore (brutto ma utile). Fortificazioni e trincee un poco dappertutto. Numerossimi cippi segnalano l’antico confine Austria-Repubblica di Venezia, e poi Austria-Italia, confine che passa per il Cerbiolo e sale alle Redutte, per poi proseguire sul Baldo a Nord di cima Valdritta.

Si ridiscende al passo e si attacca la china dall’altra parte, per una traccia abbastanza evidente, ma senza segni. Rimanendo sempre in cresta, con qualche breve tornante, si raggiunge un grande cippo, visibile fin dal passo. Qui la pendenza si riduce, e si sale per un prato (oggi nevoso), a dx della cresta, fino ad un culmine, dopo il quale ci si riabbassa in una vasta conca, con un rialzo in mezzo. Alla fine, si ritorna in cresta e si attacca la salita finale (100m). Poco sopra, dopo due belle trincee trasversali, la cresta è interrotta da un salto roccioso, che non si saprebbe come superare, se non apparissero miracolosamente dei segni rossi, che da qui ci portano fino alla vetta. Si sale contro la parete, ci si sposta a dx è ci si ficca in un pertugio, che sembra chiuso da vegetazione, ed invece ti porta ad una salitina impervia verso sn, su terra nera e radici, con il salto sulla sn (poco pericolo, ci sono rami per attaccarsi, e oggi non si scivola). Dopo pochi metri si sbuca di nuovo in cresta, più sottile ma senza vera esposizione. Un altro passaggino, ed infine si giunge sotto le rocce sommitali (evitando un sentiero orizzontale a sn, che traversa sull’erba), dove una bella trincea di cemento vi accompagna verso dx (oggi stando attenti al ghiaccio), ad sbucare sul versante opposto, più dolce e prativo.

Qui siamo appena sotto punta delle Redutte, ed è tutto un traforo di trincee e postazioni (ridotte), oggi coperte di neve ghiacciata. Saliamo alla vetta, tenendo un poco verso dx, calziamo i ramponcelli e subito li togliamo, perchè dieci metri avanti troviamo il sentiero segnato che viene da Sud ed è ben pulito (dal sole).

Qui c’è il bivio che scende al Cavallo di Navezze (per prati innevati). Noi teniamo la cresta verso Sud, passando da una trincea all’altra, e giungendo ala fine a cima Paloni, cima assolutamente addomesticata, con numerose panchine. Da qui si scende per bella strada, fino al bivio che ci porterebbe fino alla Casera Gambone. Ma preferiamo seguire la più breve strada a dx, per scendere a Novezzina, 100m prima del rif.Cedron, da dove scendiamo direttamente alla macchina, senza seguire la strada asfaltata.

 

Distanza totale: 13656 m
Altitudine massima: 1604 m
Altitudine minima: 1176 m
Totale salita: 754 m
Totale discesa: -769 m
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