monte Vignola (1606m), da Piagù di Avio, con GPS

Il monte Vignola costituisce la punta terminale di una catena secondaria del monte Baldo che, staccatasi dalle pendici Sud dell’Altissimo di Nago alla Bocca di Creer, scende dapprima verso Sud-Est, passando dalla Corna Piana (1736m), dal Postemon e giungendo al Corno della Paura (1518m), dove volge a ENE fino al monte Vignola e poi degrada velocemente verso NNE, circondando, con l’Altissimo, l’altopiano di Brentonico.

Poiché questa cima si sporge decisamente nella valle dell’Adige, costringendola ad aggirarla ad Est, cosicché, scendendo da Trento ce se la trova davanti quasi a sbarrarci il passaggio, fu fortificata nella prima guerra mondiale con postazioni di artiglieria pesante sulla vetta e con caserme per la truppa sul versante Sud, anche perché l’intera catena scende a picco verso S-E, mentre è dolce ad Ovest.

Costituiva prima linea, di fronte al baluardo austriaco del monte Stivo.

Le vie di salita indicate in Internet sono due, la prima da Polsa di Brentonico (1350m), la seconda da Sabbionara di Avio (150m). La prima troppo corta e infestata da gitanti provenienti dalle piste di sci, la seconda fin troppo lunga, se, come d’uso, si completa la gita con la salita al Corno della Paura, seguendo la bella ed ardita strada militare che corre in cresta tra le due cime.

Abbiamo trovato una via di lunghezza intermedia, non indicata né segnalata, che parte da quota 870m sulla strada che da Avio sale al Baldo, passando per malga Piagù (1000m).

Da malga Piagù partono due sentieri che conducono in cresta ad Ovest ed a Est del Corno della Paura,  permettendone un giro ad anello (il sentiero della Madonnina, ad Ovest, e quello delle Salere ad Est).

In verità noi volevamo per l’appunto salire al Corno da Est e discendere dalla Madonnina, ma, giunti alla Bocca di Ardole abbiamo pensato di completare il giro con il Vignola. Il percorso era più lungo del previsto ed tempo ci è fuggito (anche per le giornate corte del periodo); quando siamo ritornati alla Bocca eran le 13 in punto, giusto per fermarci a mangiare e discendere per la via dell’andata (anche per evitare le code della domenica in autostrada), rimandando il Corno ed il Madonnina ad altra escursione.

Si sale in macchina da Avio per la strada del Baldo. Finiti i tornanti dopo il ponte sull’Aviana, a 870m si trova una stradella sulla dx, con indicazione Malga Piagù. Si parcheggia negli ampi spiazzi di qua o di là della strada, e si imbocca la salita per Piagù. Dopo pochi metri si trova un sentiero, ben indicato, che accorcia il percorso, evitandovi più di un km di strada. Saliti tra i faggi per 130m, si giunge a malga Piagù (1000m), dietro la quale fervono i lavori. Al di sopra della malga, finiti gli scavi, si trova una condotta in cemento che corre orizzontale. Qui partono, a dieci metri di distanza l’uno dall’altro, i due sentieri. Quello del Madonnino, a sn, è indicato da una freccia rossa e da un paletto, senza altra indicazione. Quello per la Bocca di Arsole è indicato da un cartello più esplicito.

Imboccato quest’ultimo, si sale decisamente fino al Pra del Casim (1100m), uno spiazzo erboso in salita, dove ci accoglie uno scavo per pozza, con bel muretto di sostegno. Saliti fino alla cresta a dx, si trova l’imbocco del sentiero, qui segnalato, per la Bocca d’Ardole. Prima di addentrarci nel bosco, lo sguardo è richiamato da un poderoso torrione, verso sn, dove è visibile la Madonnina, che da là si affaccia, e che dà il nome al sentiero che vi sale.

Il nostro sentiero (delle Salere) prosegue in falso piano verso destra, aggirando arditamente le balze a picco del Corno della Paura, che scendono da là fin quaggiù. Il sentiero è bello, con qualche passaggio leggermente esposto nel bosco (salti di 10m), ma con appoggi sempre larghi e sicuri; qualche piantarella di traverso si aggira o si supera con facilità.

Dopo circa un km si incontra il sentiero ufficiale 686, che sale da Sabbionara di Avio, che da qui ci conduce con sicurezza fino alla Bocca di Arsole (1387m), dove incontriamo la strada militare che viene da dx dal Vignola e che, a sn, sale ad aggirare il Corno della Paura, passando per alcune gallerie e stretti tornati sovrapposti.

Poichè al Corno mancano 15 min, ed essendo ancora mezza mattina, pensiamo di andarcene fino al Vignola, riservandoci il Corno per il ritorno. La strada sale ancora per circa 2,5 km, costeggiando rocce precipiti, e offrendoci la vista di numerosi camosci. In un punto, purtroppo, l’alto muro militare è crollato, scavato alla base dalle piogge. La strada è comunque larga ancora almeno 2m, per cui si passa agevolmente.

Giunti al culmine, finalmente vediamo la vetta del Vignola ancora 1,5 km di fronte a noi. Si scende, un poco ostacolati dalla neve ancora ghiacciata, fino ad una prima sella, poi si prosegue fino ad una seconda, dove la strada gira a sn e scende a Polsa. Qui troviamo un bel monumento ai caduti, dietro il quale sale il sentiero che aggira il Vignola sulla dx, portandosi ad Est della vetta, dove poi sale con stretti tornanti.

In cresta troviamo i basamenti per i cannoni da 148mm, che battevano le postazioni austriache dello Stivo.

Tornati sui nostri passi, come già raccontato, giungiamo di nuovo alla Bocca un poco più tardi del previsto, e rimandiamo la vista del Corno a data da destinarsi, ritornando per la via di salita.

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Distanza totale: 15781 m
Altitudine massima: 1619 m
Altitudine minima: 862 m
Totale salita: 987 m
Totale discesa: -974 m
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