passo Buole (1457m) e cima Selvata (1708m) da S.Valentino, con GPS

Passo Buole è un valico montano (vi si transita solo per sentiero), tra cima Mezzana (1644m) a Sud e cima Selvata (1708m) a Nord che unisce la Val Lagarina (Adige) ad ovest con la Vallarsa ad Est. E’ detto “le Termopili d’Italia” perché nel maggio 1916, durante la Strafexpedition, gli Austriaci tentarono lo sfondamento a sorpresa delle linee italiane, salendo dalla Vallarsa e aggirando l’imprendibile posizione dello Zugna e del Coni-Zugna che impediva, assieme al Pasubio, dall’altra parte della valle, la risalita della Vallarsa fino al Pian delle Fugazze, da dove si sarebbero potuti calare sulla pianura veneta, che tentavano contemporaneamente di raggiungere attraverso la via degli altipiani (Asiago). La feroce resistenza delle brigate Sicilia e Taro, schierate sul crinale, e dei successivi rincalzi mandati in rinforzo, impediva il passaggio alle truppe imperiali.

Si può giungere al passo, più comodamente, salendo in automobile da Rovereto fino al rif.Zugna (1610m), e poi scendendo verso sud, aggirando lo Zugna per comodo sentiero. Vi si può anche salire in automobile per la vecchia strada militare, stretta e sterrata, che sale da Cumerlotti-Ala, parallelamente al nostro percorso. Altri due sentieri vi giungono dalla Vallarsa ad Est e dalla valle del Gatto a Sud.

Noi vi siamo saliti per il sentiero 116, che rappresenta la via di salita delle truppe appiedate che, da Cumerlotti di Ala (una corrispondente località con lo stesso nome si trova anche in Vallarsa), passando per il Santuario di S.Valentino, sale fino a 750m (località Prabobolo) per strada asfaltata, poi per mulattiera e sentiero. Dal passo abbiamo poi proseguito verso Nord, fino ad aggirare la cima Selvata e giungere all’omonimo casinetto (1667m), pochi metri sotto la cima.

A Nord di Ala, sul lato orientale della valle, spicca il bel santuario di S.Valentino, che sorge su di un picco a circa 400m di quota. Vi si giunge per comoda strada asfaltata, dalla località di Cumerlotti. Si supera il bivio a dx con la strada sterrata che sale fino al passo Buole (adatta alle biciclette) e si prosegue per il Santuario. Proprio dal parcheggio del Santuario, girando a dx e senza indicazioni, parte la strada, piuttosto ripida, ma asfaltata e ben tenuta, che sale a Probobolo. Un km prima della località, un cancello sbarra la strada. Ignorando che basta schiacciare l’apposito bottone o dire ad alta voce “apriti sesamo”, per aprirlo, qui abbiamo parcheggiato. Poi, scoperto l’arcano, abbiamo proseguito ugualmente a piedi, per la pigrizia di rigirare l’auto. Prima dell’incantevole Probobolo vi è un secondo cancello, uguale al primo, ma oggi già aperto e sorvegliato da strane creature, di cui alleghiamo fotografia. Si trova subito l’indicazione del percorso. Un tratto quasi piano, con numerosi tronchi caduti, e poi si prende a sn (attenti, il  bivio è quasi invisibile per i tronchi) e si inizia a salire. A circa 1200m si incontra una prima strada sterrata, orizzontale. La si segue verso dx fino a riprendere il sentiero a sn (ben indicato). Si sbuca di nuovo sulla strada, ma si prosegue verso la malga Mezzana che si vede poco sopra. Qui si incontra un primo cimitero di guerra. Ve ne saranno molti altri, sotto il crinale: a sera vi seppellivano i morti del giorno. Giunti al passo, chiesetta e monumento, abbiamo proseguito un tratto verso Nord, fino ad aggirare cima Selvata. Qui, con una certa fortuna, abbandonando la strada e salendo al goletto appena sopra, abbiamo scoperto un breve sentierino che, tornando all’indietro sull’altro versante, porta ad un bel baitello (1667m), con osservatorio sulla Vallarsa ed il Pasubio. Saremmo saliti anche in vetta, 40 metri sopra, se vi fosse stata qualche indicazione, purtroppo mancante (neve e fango, invece c’erano in abbondanza).  Non mancate una visita alla “Cappella di S.Marco” (Milites Venetia divo Marco), ben indicata: costruita dalle truppe combattenti e lasciata alla rovina dall’ignavia dei posteri. Notevole anche la lapide, ripetuta, degli Alpini dell’Exilles, quelli che il 16 Giugno 1915 avevano conquistato d’un balzo la vetta del Monte Nero (Spunta l’alba del 16 giugno, comincia il fuoco l’artiglieria…)

Ritorno per lo stesso, con freddo e umido a rinverdire le stanche ossa.

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Distanza totale: 16797 m
Altitudine massima: 1718 m
Altitudine minima: 687 m
Totale salita: 1070 m
Totale discesa: -1032 m
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