Monti Baciamorti (2009m), Araralta (2006m), Sodadura (2010m), con GPS

Questo giro è un classico della val Taleggio, e lo si trova ben descritto sia sui libri, sia in Internet. Si risale la val Taleggio fino a Taleggio, località Sottochiesa. Si prende la strada per Pizzino, evitando sia Grasso, sia di entrare in Pizzino, per prendere la strada per Quindicina, che sale fino a circa 1300 metri per fermarsi di botto in un ampio parcheggio (Capo Foppa). Sulla sinistra parte una ripida cementata, con indicazioni per il rif.Gherardi, ma anche il num.153 scritto sul muro. Si tratta del sentiero per il passo Baciamorti, dove siamo diretti noi. Si risale la strada per un centinaio di metri, fino  a trovare un bivio sulla destra, che porta subito ad uno spiazzo con cartello, dove la stradella finisce ed inizia un sentiero. Il bivio non è segnato, ma pochi metri più avanti, sulla sn, tra il fogliame, su di un masso è indicato il passo Baciamorti (vedi foto). Si prende il sentiero, che attraversa in orizzontale un tratto di bosco, per congiungersi ad una vecchia mulattiera che sale da destra. Si tratta del 153, che porta in circa un’ora al passo Baciamorti (1541m), dopo essere passato per una bella baita (baita Tagliate). Il passo si apre tra il m.te Venturosa, che cade a picco a dx, ed il Pizzo Baciamorti, a sn. Al Pizzo si sale per una lunga cresta, piuttosto dolce e mai difficile. In vetta si saluta la bella Madonnina, poi si gira leggermente a sn e si raggiunge la vicina cima del monte Araralta, a circa 300metri di distanza. In lontananza, verso Nord spicca già da ora il triangolo del Sodadura, prossima nostra meta. Si scende per bel sentiero per 150m, verso la sottostante m.ga Cabretondo (1869m), che si raggiunge risalendo per una ventina di metri da un goletto. Qui si gira verso destra per il sentiero 101, che porta prima al passo di Regadur (1853m) e poi al passo di Sodadura (1854m, sotto la cresta Est di questo monte. (Tra i due passi, si trova acqua sul percorso). Il sentiero 101 prosegue sulla dx del monte, vero il rif. Nicola, mentre noi attacchiamo direttamente la cresta, trovando il sentiero appena appena sopra. Il sentiero è facile fin quasi in vetta. Nell’ultimo tratto è erto, sfasciumoso e leggermente esposto per brevi passaggi verso sn. In vetta un Madonnina con orribile piedistallo, ed una Croce di pessimo gusto. Siamo poi scesi dalla cresta Ovest, verso i rifugi dei Piani di Artavaggio, per percorso largo e ben tracciato, con un solo passaggio su roccia, ben segnato. Giunti all’intersezione col sentiero 101, girando a dx siamo tornati al passo di Sodadura, e da qui al Regadur, dove un bel sentiero ci ha portati nella grande piana dei Piani di Alben, dove incontriamo prima l’ex rif. Cesare Battisti, poi il rif.Gheraqrdi (1650m), pieno all’inverosimile (pioveva a dirotto). Dal rifugio siamo scesi per la comoda strada agro-forzaSilvio-forestale, che ci ha riportati al parcheggio.

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Distanza totale: 18501 m
Altitudine massima: 2007 m
Altitudine minima: 1285 m
Totale salita: 1087 m
Totale discesa: -1065 m
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