la valle di Valzurio

la valle di Valzurio (forse da un originario val Zurio? noi la chiamiamo più brevemente la Valzurio), scende da Nord-Est su Villa d’Ogna dalla Presolana, o, meglio, dal passo dello Scagnello (2078m). E’ percorsa dal torrente Ogna, e prende il nome dal paesino di Valzurio (800m), frazione di Oltressenda Alta, che si trova all’inizio della valle.

E’ limitata ad Est dalla dorsale che dal Blum (1297m) sale alle cime di Bares (1974m) ed al passo Olone (1850m) e poi alla Presolana; ad Ovest dalla catena che scende dalla cima degli Omini (2196m), attraverso cima Benfit (2172m), cima Timogno (2096m) e lo Spigla (1762m) giunge al Colle Palazzo (1267m); la testata di valle è formata, da Est ad Ovest, dalla Presolana (2521m), dal passo dello Scagnello (2141m), dal monte Ferrantino (2325m) e dal Ferrante (2427m) e dalla splendida valle Scura.

I luoghi notevoli sono: la conca del Möschel (accento sulla “ö”) (1265m), raggiungibile da Valzurio anche in automobile fuoristrada, munendosi di permesso in vendita al bar del paese; la baita Bruseda (1500m), un’ospitale baita privata, del nobile Adrio (fiorentino spirito bizzarro!), sulla via per il rif.Olmo; il rifugio Olmo (1819m), sotto il passo Olone; oltre alle baite Pagherola, Rigada, Verzuda e Remescler, tutte doppie, nelle versioni Alta e Bassa.

Si tratta di una valle bellissima e quasi sconosciuta, che offre possibilità infinite di gite ed escursioni.

Accesso: da Villa d’Ogna si sale a Nasolino (743m) e, proseguendo per comoda strada, si giunge all’ingresso della valle, dove la strada, girando a sn, si fa stretta e tortuosa e, in leggera discesa, si raggiunge Valzurio (814m), splendido borgo montano, oggi munito di più parcheggi che abitanti. Si prosegue per strada asfaltata, sempre stretta, in salita fino a Spinelli (954m), che si supera fino ad un tornante a sinistra, dove si trova un bel parcheggio. Qui la strada asfaltata cessa, e divien sterrata e malagevole, con divieto, salvo ai muniti di permesso e di fuoristrada (5 euro, dopo le 8 al bar). Tra Nasolino e l’inzio della strada stretta per Valzurio, una deviazione a sinistra porta a Dosso (950m?), luogo di partenza secondario, per portarsi all’inizio della dorsale Nord-Ovest della valle (Colle Palazzo).

1) el Möschel: la piana del Möschel (1265m) è il centro delle escursioni nella (val)Valzurio; da qui tutte le mete sono raggiungibili. Vi si può pervenire anche in automobile, ma vi si sale a piedi da Spinelli in un’oretta, per la comoda strada sterrata. Lungo il percorso si trova un piccolo edificio, el Selter Ruì, un vero frigorifero naturale, mantenuto freddo da correnti sotterranee, dove si conservava il latte ed il formaggio: è stato appena risistemato, e vi invito a salire la scaletta e guardarci dentro.

Un’altro percorso, più selvatico, sale dall’altra parte dell’Ogna, partendo dal parcheggio sopra il tornante dopo Spinelli, in basso, proprio nel tornante (indicazione x rif.Olmo): parte come sentiero, ma divien subito stradella; dopo un tragitto quasi piano, per larga sterrata, sul lato sn (dx orog) del torrente, si attraversa su ponticello (due bacchetti), e si sale per sentiero sull’altra costa, fino a giungere all’altezza del Möschel: qui si abbandona il percorso che sale verso dx all’Olmo, e si gira a sn, giungendo ad alcune case al di qua del torrente; si risale da lì fino al ponticello, che riporta alla strada appena oltre il gran prato.

2) Colle Palazzo (1267m), con le località di Grumelli (1415m) e Campello (1556m), Col toponimo di Colle Palazzo si indica sia un gruppetto di case, tra cui una particolarmente notevole (palazzo?), e chiesetta, sia il dosso sovrastante (1312m). Più sopra altre due belle località contraddistinguono la parte terminale della dorsale destra orog. della Valzurio. Vi si sale principalmente dalla località Dosso di Nasolino (950m), per carrareccia che passa sopra Colle Palazzo borgo, transitando al colle Palazzo dosso, e prosegue fino a Campello, passando per Grumelli. Vi si sale anche dal paese di Valzurio, per carrareccia che parte a dx della chiesa. Più avanti la strada divien sentiero e giunge a Palazzo borgo, da cui poi si sale a Palazzo dosso. Un altro sentiero, che non conosco, sale dal secondo tornate destrorso sopra Spinelli, giungendo dietro la chiesetta di Colle Palazzo borgo. Un altro ancora parte dal Möschel, seguendo nel primo tratto quello per la baita Bassa Remescler (vedi prossimo), ma non conosco neppur quello

Queste località possono essere mete di una breve escursione, o punti di partenza per obiettivi più in alto, come baita Alta Remescler (1843m)  o cima Timogno (2099m). Adatte a gite con neve.

3) baita Alta Remescler (1843m); vi si sale sia da Colle Palazzo-Campello, sia dal Möschel. Sorge ai piedi della cresta Sud di cima Timogno, che, senza neve, può essere raggiunta con facilità.

Da Colle Palazzo. Arrivati a Campello, con l’itinerario precedente, si sale verso sinistra, perché il sentiero fa un giro destrorso, sopra il gruppo di case. Comunque, si prende la cresta e si va verso destra, affrontando la brusca salita dello Spigla (1762m), un punto panoramico, che costituisce solo l’inizio di una lunga cresta, che porta alla baita, con percorso facile, con panorami mozzafiato.

Dal Möschel. Arrivati all’inizio del grande prato, si prende una carrareccia a sinistra, che sale, costeggiando lo spiazzo, fino ad una baita, che supera sulla sn; appena dopo la baita, mentre la strada inizia a scendere, parte una carrareccia sulla sinistra, con brusco tornante, che sale alla baita Bassa Remescler (1495m), cui giunge da sinistra. (Ancora nel primo tratto si trova la deviazione a sn per Colle Palazzo, dove si arriva sotto Grumelli). Proseguendo piani dopo la baita, e girando a sn successivamente, oppure salendo direttamente in diagonale destra (segni e tracce), si sale per sentiero alla Remescler Alta, con qualche difficoltà di percorso, non sempre evidente.

4) passo degli Omini, cime Benfit e Timogno (2078-2172-2096m). Il passo degli Omini, tra cima degli Omini e cima Benfit, si raggiunge dal Möschel, girando a sinistra, appena superate le case dopo il prato (cartello indicatore). Si sale qualche decina di metri, fino ad un grande spiazzo, dove si prende a destra ( a sn si va alla Remescler, per ilm percorso di prima), per una strada sterrata, che si segue pazientemente fino a quota 1500m (attenzione alla deviazione a sn dopo poche centinaia di metri), dove si apre in un dosso, sotto il quale sorge la baita Rigada Bassa (1551m); proseguendo, si sale alla Rigada Alta (1807m), dove di trova acqua, e, girando verso destra, si sale al sovrastante passo. Giungendo, si sobbalza al magnifico paesaggio mozzafiato: dinnanzi a noi Redorta e Coca si toccano allungando il braccio. Se si sale sul filo a destra, si va alla cima degli Omini; girando invece a sinistra, dopo una cresta quasi piana, non molto esposta, e una cima minore, si sale alla cima Benfit, proseguendo oltre la quale, per cresta, si giunge a cima Timogno. Ritorno: tornare verso il Benfit, fino al punto più basso della cresta, e poi calarsi a dx nel prato fino ad un sentiero orizzontale che riporta alla Rigada Alta. Poi per dove si è saliti. Scendendo invece dal Timogno per la cresta Sud, si può raggiungere baita Alta Remescler, e tornare a Valzurio per la Spigla e Campello, oppure ridiscendere al Möschel (itinerario precedente).

5) cima degli Omini (2196m) da baita Verzuda Alta. Abbiamo già visto che si può salire su questa cima dall’omonimo passo, girando a destra. Ma si tratta di una cresta piuttosto affilata, che, con neve, può risultare problematica. Un percorso più semplice e vario vi sale dal versante Sud. Dal Möschel, dopo aver preso il percorso precedente, dopo non molto, su un tornante a sn, si prosegue diritti per una carrareccia appena scavata, che scende al torrente e risale dall’altra parte. Seguendola si giunge, attraverso bei boschi e radure, alla baita Bassa Verzuda (1458m), sovrastata dalla mole del Ferrante (purtroppo hanno appena abbattuti i due bei camini caratteristici di questa baita – vedi foto). Il sentiero prosegue, tornando all’indietro verso sinistra, subito prima della baita. Si aggira il costone montuoso e lo si risale da sinistra, fino al bel dosso di baita Alta Verzuda (1831m). Da qui si prosegue verso il monte, entrando nel vallone di destra ed aggirando cima Omini da Sud, risalendola diagonalmente, fino ad un costone, segnato da ficconi di legno, dove si può salire direttamente fino alla vetta. Da cima degli Omini persone veramente esperte possono scendere per la cresta Nord.-Est fino ad un goletto che porta, a destra, nella splendida Valle Scura. Occorre però scendere in arrampicata gli ultimi 20 metri, o cercare un passaggio girando a destra e scendendo per erba tra i salti di roccia. Non fatelo se non siete provetti incoscienti.

6) valle Scura da baita Alta Verzuda. La valle Scura è una splendida conca rocciosa che si apre tra il monte Ferrante e cima degli Omini, scendendo verso la Valzurio. Vi si giunge da varie vie, di cui parleremo. Qui descrivo la strada che mi ci ha portato per sbaglio, facendomela scoprire. Dalla baita Verzuda Alta, cui ero salito dalla Verzuda Bassa girando verso destra, invece che verso sinistra, ed arrampicandomi al meglio, si gira verso destra, entrando nel vallone che scende da cima degli Omini e poi scendendo ad un grande stazzo che si vede dall’alto. Sotto questo parte un sentiero verso il basso. Pensavo conducesse a fondo valle, invece, dopo un certo tratto, gira a sinistra ed entra in valle Scura, portandosi ad un casinetto caratteristico che si trova ad inizio valle, sopra il salto iniziale. La valle offre varie possibilità di percorso: prima si sale fino alla grande conca superiore, tenendosi sul costone di destra, tenendo il casottino alle spalle. Qui si può andare a sinistra (sentiero), fino al passo subito sotto cima degli Omini (da cui, scendendo dall’altra parte, si può raggiungere passo Omini); oppure al centro-dx, risalendo un gran vallone, che dà facile accesso alla cima centrale di valle; oppure a dx, costeggiando il Ferrante, si può salire fino alla cresta sentierata a sn del Ferrante, e ritornare da lì, girando dietro quel monte. Comunque, tornando indietro al casinetto, e procedendo in piano verso destra (guardando a monte), si trova un sentiero di discesa che porta ad un bel vallone, che costeggia la base di valle Scura, salendo da dietro baita Verzuda Bassa; giunti nel vallonevi si può scendere, girando a dx, per sentiero e tracce; se invece lo si risale fino al sovrastante goletto, passando accanto, a sn, ad un altro sentiero di salita in valle Scura, si può poi scendere a baita Alta Pagherola e rientrare al Möschel per la strada principale di valle (come feci io quel giorno). Quel sentiero di discesa, salendo da Verzuda Bassa, è anche la via più veloce di salita, anche se non facilmente visibile, se non lo si conosce (vedi qui).

6a)  da valle Scura al passo degli Omini. Dalla baita Verzuda Bassa (itinerario 5: giunti al Möschel, superate le case si gira a sinistra-cartello- e si sale cento metri, dove si trova l’incrocio per baita Remescler e baita Rigada. Si prende a destra per Rigada, e dopo qualche centinaio di metri, ancora a destra per Verzuda). Da Verzuda si prosegue in piano e si supera tutto il gran prato dietro la baita. Qui si inizia a salire per tracce sulla sinistra, nel bosco, tenendo sempre un poco la destra, fino ad intercettare un sentiero che porta sul fondo del vallone a dx. Si attraversa e si segue il vallone per sentiero. Giunti ai piedi del salto che porta in valle Scura (albero con cartello: “divieto di caccia”), si sale per tracce fino al sentiero che porta al casinetto in fondo alla valle (qui occorre intuito o conoscere, per identificare il punto di salita). Dal casinetto si sale, sul costone a dx, fino a sbucare nella grande conca superiore. Si tiene a sinistra, trovando un sentiero-mulattiera che sale al passo ben visibile sulla sinistra. Da qui si scende, aggirando la dorsale sempre a sinistra, fino a trovare il sentiero che sale al passo degli Omini, da dove si ridiscende al Möschel.

6b) al canalone di centro in valle Scura. Giunti alla conca alta, si scende nella grande depressione di centro e ci si porta sotto l’imbocco del canalone, dove si trovano tracce che portano fino al goletto sommitale (da cui si potrebbe scendere dall’altra parte, in un bellissimo vallone detritico). Qui, sulla destra, incombono le balze di quota 2268, mentre a sn potreste salire con relativa facilità (EE) sulla cima centrale di valle (che dall’altra parte sembra più ostica). Al ritorno, scesi un poco, si gira a dx (guardando in basso), verso un evidente spallone, e ci si porta, senza perdere quota, al goletto sotto gli Omini (percorso precedente), passando sotto le rocce della cima centrale.

6c) giro del Ferrante da valle Scura. Giunti alla conca superiore di valle Scura, si gira decisamente a destra, salendo per una spalla che immette in un traversone che gira alla base del Ferrante, tenendo il monte sulla destra. Si prosegue, salendo di balza in balza, evitando i camosci distratti che vi attraversano la strada, fino in fondo al traverso, arrivando sotto la cresta a sinistra del Ferrante, per raggiunger la quale si intuiscono diverse vie di salita. Io mi sono spostato a sinistra, per una dorsale che mi pareva più agevole rispetto al proseguire nel primo canalone che si incontra. Comunque, sono arrivato in cima senza difficoltà, con qualche facile passaggio di primo grado su bella roccia. Arrivati sulla cresta, che divide la valle Scura dalla val di Scalve, o, meglio, dalla val Conchetta che sale da Colere, girando a sinistra è facile raggiungere per sentiero la bella quota 2268, costituita da un panettone roccioso (senza canditi), che si sale dal di dietro, a dx. Tornati poi sulla cresta, si prosegue verso il Ferrante, passandovi dietro, dalla parte di Colere, e raggiungendo gli impianti sciistici che salgono da quella località. Qui prendiamo la via che viene dal passo Scagnello, od una scorciatoia che vediamo nei punti successivi, da cui si torna in Valzurio.

7) baita Bruseda e rifugio Olmo (1500m-1819m). Giunti al Möschel si prosegue diritti per la strada, per un tratto dopo le case, fino a quando questa gira a destra (non fatevi ingannare dalle numerose deviazioni: seguite la strada fino a ché non potete che girare), attraversando il torrente Ogna (piccolo ponticello pedonale sulla sn) e giungendo ad un grande spiazzo, dove può parcheggiare chi è salito con fuoristrada. Da qui si prosegue sulla strada, che sale verso sinistra, larga ma malagevole, fino a trovare, su una curva a sn, una indicazione a dx per rif.Olmo-baita Bruseda. Il sentiero sale compiendo un largo giro verso destra, passando sopra i prati di Stalla Corna, (che possono essere raggiunti anche direttamente dal parcheggio, salendo diritti – per passaggio privato), e poi costeggiando un burrone, fino a giungere alla bella ed ospitale baita Bruseda, dell’esimio ottimate Adrio, toscano di nascita, bergamasco d’elezione. Dalla baita partono due sentieri, a dx e sn. Quello di sn porta a rientrare sul percorso principale di valle, alla baita Alta Pagherola; quello di destra attraversa il vallone e porta, risalendolo sulla destra, al rif.Olmo. Dal rifugio, proseguendo diritti, si va al passo di Pozzera (2122m), che porta alla Grotta dei Pagani, in Presolana; salendo a dx, si sale al sovrastante passo Olone (1850m), che da accesso alle perigliose cime di Bares, oppure permette di discendere verso Rusio, frazione di Castione d.Presolana.

8) Ferrante e Ferrantino (2427m-2325m). Dal Möschel si prosegue per la strada fino all’attraversamento dell’Ogna (vedi sopra), dopo il quale si prende a sinistra, sempre seguendo la strada principale di valle, larga e malagevole per il fondo sassoso. La strada sale fino alla baita Pagherola Alta, per cui, seguendola, non potete sbagliare. Vi sono però tre scorciatoie, una sotto ed una sopra la Pagherola Bassa, l’ultima sopra la Pagherola di Mezzo, ben indicate. Se le vedete, seguitele. Altrimenti seguite la strada che porta prima alla Pagherola Bassa (1497m), poi ad una Pagherola di Mezzo (?) (1600m circa), dove si trova una fontana, ed infine alla Pagherola Alta (1741m). Tra la Pagherola di Mezzo e quella Alta è possibile, tirando diritti per una deviazione a dx, andare all’Occhio dell’Ogna, sorgente del torrente. La strada (o la scorciatoia segnata), gira invece a sinistra. Poco prima della Pagherola Alta, il sentiero abbandona la strada e sale verso destra, puntando al passo dello Scagnello (2078m), in fondo alla valle, sotto le pareti della Presolana. Questa è la via ufficiale per il Ferrante: allo Scagnello, invece di girare a dx per il rif. Albani, si gira a sn, seguendo la cresta e giungendo alla testata degli impianti sciistici che salgono da Colere. Io conosco una scorciatoia, segnata, che permette di evitare il giro dallo Scagnello, salendo direttamente per un valloncello alla testata degli impianti. Dopo la Pagherola Alta, sul sentiero per lo Scagnello. poco prima di una evidente fascia rocciosa alta qualche metro, che scende da sinistra, un ometto sul sentiero segna la deviazione all’indietro a sn: la deviazione non è altrimenti segnata, ma girandovi all’indietro potete vedere un segno rosso a una decina di metri. Seguendo i segni, salite, dapprima per la max pendenza, poi girando a sn (il canalone non è quello che si vede da lì, sopra la testa, ma quello più a sn, che da lì non si vede), fino a giungere sotto il valloncello di sn. Il sentiero si avvicina alla base a dx, poi traversa a sn dove trova il passaggio per superare il primo salto. Poi sale, tenendo sempre un poco a sn, fino a sbucare sopra l’edificio degli impianti, sul sentiero che viene dallo Scagnello e sale ai piedi della vetta del Ferrantino (modesta altura, da questa parte). Chi vuole, seguendo la cresta, sale sul Ferrantino, scendendo dall’altra parte. Altrimenti si traversa in piano, con il monte a sn, fino al goletto tra le due cime, dove si inizia a salire fino ai piedi della parete del Ferrante. Qui si gira a sn e si sale per un evidente percorso diagonale, di circa 70m, che a distanza sembra ostico, ma in realtà è facile e poco esposto. Bellissimo panorama in vetta. Al ritorno, se volete rifare la scorciatoia, dovete fare attenzione alla deviazione a dx, perché non è segnata, ed il primo segno è a circa 10m sotto, in un valloncello che scende diagonalmente (è tradizione dei bergamaschi non segnare mai gli incroci, ma sempre qualche metro dopo, in modo che bresciani, sub-padani e migranti si perdano nei boschi o tra i dirupi).

9) valletta Scura. Tra Ferrante e Ferrantino, a Sud-Ovest, con imbocco sopra quello di valle Scura, si apre una splendida conca, qui ribattezzata valletta Scura. Si tratta di una conca chiusa, le cui uniche uscite superiori sono le pareti a picco del Ferrante. Ma è un bellissimo luogo per far merenda, in compagnia di branchi e branchetti di camosci. Vi si accede dal vallone che sale perpendicolare alla valle Scura, da dietro Verzuda Bassa,  ma, essendo l’accesso molto alto, ed essendo il fondo del vallone molto accidentato, conviene entrarvi dall’alto, salendo da Pagherola Alta. Da questa malga (accessibile con il percorso 8), si sale per la max pendenza per tracce, fino ai resti di miniera che si vedono leggermente a sn, o rimanendo sulla dx. Qui si sale in diagonale destra, fin dietro il colle sovrastante, dove si trova la cresta terminale del vallone che giunge da sinistra. Da qui, scendendo pochi metri e tenendo un traversone verso sn, si entra nella bella conca. Vi si accede anche da un evidente canalone erboso, che sale dal vallone. più in basso (vedi foto).