anello monte Matto (2201m); Setteventi (2251m); Ucia (2212m); Dos dei Gai (2196m), con GPS

La Punta Setteventi è la cima più alta del comprensorio Maniva – CroceDomini, ma non gode nè di un cartello indicatore nè di un sentiero segnato che vi porti in vetta. Al contrario, viene indicato più volte il Dosso del Bonom, prolungamento minore del monte Matto che guarda su Bagolino, sormontata da una Croce della liberazione (ribattezzata, più sinteticamente, come Crus del Bonom) .

In compenso risulta ben segnato il sentiero che risale le pendici del monte Matto, costeggia il Setteventi e porta alla strada asfaltata in prossimità della Crapa di Vaia (una cappelletta caratterizzata da un teschio ivi conservato).

Al Setteventi si può salire partendo direttamente dalla strada carrozzabile, ma in tal caso è una escursione ben misera. Ho preferito studiare questo giro ad anello, che tocca tutte le cime notevoli a Nord del Dasdana, appena fuori dalla Valle Trompia (il passo Dasdana segna il confine valtrumplino con Valcamonica e Valsabbia, come, più in basso, il Maniva, ma solo con Valsabbia (Bagolino).

Questo giro va considerato per EE- (Escursionisti esperti, facile). Si sale al Passo del Dasdana, lo si sorpassa e si scende fino al punto più basso, dove la strada ricomincia a salire verso il sovrastante Dos dei Gai (Radar). Qui si parcheggia in bello spiazzo sulla dx (2040m). A dx dello spiazzo parte un tratturo che scende in direzione di una malga sottostante, accanto alla quale passa la strada che scende al lago Dasdana dal passo Dasdana, dove non abbiamo parcheggiato, per risparmiarci una salita su asfalto al ritorno.

Scendiamo alla malga, prima per tratturo, poi per sentierino senza segnali, ma ben evidenziato dalle mucche locali con prodotti della loro diuturna fatica (attenti ai piedi). Si supera la malga e si prende la strada sterrata che ci porta, con ampio giro, fino al lago Dasdana (1875m). Si costeggia il lago, si supera un ponticello e si continua per sterrata, costeggiando le balze meridionali del Dos dei Gai, fino ad entrare nella valletta che scende tra Dos dei Gai e Setteventi, dove sorge la malga Dasdana Busa. Si scende al torrente (1800m), si attraversa per ponticello pericolante, o scavalcando le facili acque. Subito dopo il ponte, sulla dx, inizia il sentiero che sale al Monte Matto, ben segnato da paletti e segni sui sassi (il sentiero è indicato da un cartello – a dx in alto- per Crapa di Vaia – Croce Domini). Il sentiero non è ben scavato, e diviene sovente traccia. Ma i segni si vedono con continuità, e, stando attenti, non si può sbagliare. Si sale dapprima a tornanti, rimanendo sopra la valletta del Dasdana, poi si gira  a dx e si aggirano le balze del monte, superando anche una breve zona franosa, dove il sentiero è stato rifatto appena sopra.

Infine si sbuca su un ampia dorsale che sale verso sn, avendo sulla dx la Croce del Bonom, che sorge sulla propaggine più orientale della catena Setteventi-Monte Matto. Il Monte Matto termina a Sud-Est con una ardita balconata rocciosa, che non è però la cima. Questa sta più indietro, ed è una modesta rilevanza della cresta. Salendo scorgo due camosci sulla balconata, che mi guardano compassionevolmente, e che vi rimarranno fino a quando non sarò loro vicino.

Ad un certo punto il sentiero se ne va orizzontalmente, ed io, credendo che prosegua così, salgo direttamente a dx verso le rocce sommitali. Invece, giunto quasi in cima, ritrovo il sentiero che saliva anch’esso tornando all’indietro. A pochi metri dalla cima (balconata rocciosa), il sentiero gira bruscamente a sn e prosegue sotto la cresta lungo una strada di arroccamento che va verso il Setteventi. Io salgo prima alle rocce, da dove vedo che si può scendere per comodo sentiero, per di più indicato, al Dos del Bonom, con Croce. Rinuncio alla tentazione di scendervi, per evitare l’indebito piacere della risalita.

Risalgo invece la cresta verso il Setteventi, fino al punto più alto (2201m), vetta del Monte Matto.

Discendo per cresta fino alla strada, che raggiunge il Setteventi sotto la cresta Sud. Qui divien sentiero ed aggira le balze meridionali del monte, con qualche lieve esposizione, stando sulla sn (Ovest). Aggirato completamente il monte, torna ad essere strada larga, che scende, girando a dx, verso un goletto che si apre tra i Corni Setteventi (cresta rocciosa a Nord-Ovest) e la Punta Setteventi. Immagino che il sentiero di salita parta da lì, ma per non perdere quota, comincio a salire direttamente a dx, spostandomi man mano a sn, per facili balze. Non troverò il sentiero, che resta molto a sn, ma, giunto sotto la vetta, vi salgo direttamente, per l’erta dirupata, fatta più problematica dalle rocce stranamente scivolose, benché silicee (anche, credo, per le suole bagnate, avendo camminato sempre su erba fradicia).

Comunque, tengo i piedi ben orizzontali e mi attacco all’erba, tirandomi in vetta. (Sono già salito di qui altre due volte, ma con gli sci).

Arrivo alla cima, misera cresta erbosa con un ometto rachitico e tremebondo, rannicchiato al suolo (2251m). Il tempo, nel frattempo, si è messo al brutto (stamane spendeva il sole in un cielo terso e senza nuvole). Sta salendo la nebbia, intorno si sente tuonare. Pertanto rinuncio al lauto scatto, anche perché non saprei dove appoggiare la fotocamera, e, dopo tre scatti qua e là, scendo per il sentiero che trovo ben evidente in vetta e che segue la cresta Nord-Est.

Si scende ad una bella strada militare, orizzontale, trenta metri sotto. La seguo verso dx, ma finisce in uno spiazzo. Allora torno al centro e scendo per l’erta erbosa, dove trovo ancora un sentierino, che scende verticalmente, ma con sufficienti gradini da tenermi in piedi. Prima di arrivare al goletto sottostante, bisogna attraversare due strisce di massi, ma senza problemi. Girandomi all’indietro per vedere il percorso, scorgo un bel sentiero che se ne va verso sn a raggiungere la cresta Nord-Est del Setteventi, da dove forse si sale senza problemi. Ma manca ogni segno od indicazione.

Riprendo il sentiero segnato, che costeggia in piano i Corni Setteventi e poi risale fino ad uno spiazzo, con indicazioni. A sn si va alla strada per tornare verso il Dasdana; a dx si va a Crapa di Vaia. Memore delle tante volte che vi sono arrivato con gli sci, vinco la pigrizia e giro a dx. In breve giungo alla Cappelletta con dipinto della Madonna e teschio sottostante (2115m). Forse han trovato il teschio e fatta la Cappella (magari, quando l’han trovato, era ancora sul collo…).

Si ritorna dall’altro lato del monte (dx – tornando), dove passa la strada asfaltata. La seguo fino a rivedere il Setteventi sulla sn. Qui, sulla dx, parte una sterrata che sale brevemente, al Giogo dela Bala (2135m). Poichè voglio salire anche alla Punta dela Ucia (in dialetto ucia significa ago, e qualche malnato lo ha tradotto malamente in Auccia) salgo per di qua e prendo un viottolo che costeggia la cresta sulla dx fin quasi sotto la Ucia, Quando il viottolo inizia a scendere, lo abbandono e salgo il facile pendio fino alla cresta Nord della Ucia, raggiungendone la Croce per un facile sentierino che trovo per terra.

Dalla Ucia si discende la cresta Sud e poi si segue la dorsale fino a giungere dove si scende facilmente sulla strada, proprio alla partenza della deviazione che sale al Dos dei Gai. Trovandola sbarrata da un cancello, penso di essermi risparmiato la salita. Invece vedo che il cancello vale solo per le macchine, non essendovi alcuna rete di recinzione. Così, per chiudere la giornata, salgo alla strada per il pendio e poi la seguo fino alla vetta, mentre scoppiano tuoni terrificanti sopra la mia testa, ma all’asciutto. 

Giunto agli impianti (2196m), mi porto alla fine del piazzale, dove si può scendere dalla cresta Sud. Mantenendosi sulla sn della cresta, si scende per facili prati fino ad un verde pianoro, seguendo il quale si giunge alla strada. Breve discesa e troviamo il parcheggio di partenza. Qua troviamo tracce di nubifragio, con secchiate di grandine per la strada, fino al passo Dasdana.

Noi, grazie al Cielo, l’abbiamo scampata.

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n.b.: purtroppo il Garmin mi si è spento a Grapa di Vaia ed ha saltato la salita all’Auccia (Punta dela Ucia) e l’attacco al Dos dei Gai, sostituiti da una riga diritta. La correzione nell’ultima immagine.

 

Distanza totale: 11495 m
Altitudine massima: 2247 m
Altitudine minima: 1805 m
Totale salita: 654 m
Totale discesa: -652 m
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