valle dell’Avio e rifugio Garibaldi

La val d’Avio sale da Nord a Sud partendo da Temù, direttamente a raggiungere la parete Nord dell’Adamello. E’ una delle più belle valli adamelline, e costituisce una tra le più frequentate vie di accesso alla vetta dell’Adamello (rif.Garibaldi – passo Brizio)

Dopo il solito salto tipico delle valli adamelline, che da malga Caldea (1584m) porta al laghetto dell’Avio (1869m), offre all’escursionista ben 5 laghi artificiali, più uno naturale, sperso tra i monti.

Dopo il laghetto dell’Avio troviamo il lago d’Avio (1900m) ed il lago Benedetto (1929m), che formano un trittico indissolubile, collegati l’uno all’altro praticamente solo dalle rispettive dighe. Più sopra, la valle si apre in un’ampia conca, divisa in due dal costone che scende verso Nord dall’Adamello: ad Ovest troviamo il lago Pantano d’Avio (2378m), mentre ad Est il lago Venerocolo (2535m), con il rifugio Garibaldi.

L’unico lago naturale, il lago dei Frati (2605m), si trova in una valletta che scende sul lato orientale del lago Benedetto, la valle dei Frati, sotto il monte dei Frati. Si sale al convento (?) attraversando la diga (se ancora permesso) tra lago d’Avio e Benedetto, e risalendo la valle come si può, non essendoci sentiero.

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Passi

Partendo da poco prima di malga Caldea, salendo verso Est, troviamo la bocchetta dei Buoi (2671), passando per il bivacco Spera (1940m). Dalla bocchetta, verso Nord si scende al corno d’Aola (rif Petitpierre), mentre verso Sud si raggiunge la bocchetta della Calotta (2958m), con il bivacco Gerosa, da dove si può salire (piccozza e ramponi) alla cima Calotta (3225m).

Salendo per la valle dell’Avio, tra il lago d’Avio ed il Benedetto si stacca verso Ovest il percorso per il passo di Gole Larghe (2804m), di cui abbiamo parlato nella sezione val Paghera di Vezza.

Dal lago Pantano d’Avio si sale, verso Sud-Ovest, al passo di Premassone (2940m), di cui parliamo nella sezione val Malga.

Dal rif.Garibaldi si sale, verso Sud-Est, al passo Brizio (3147m), via d’accesso alla vetta dell’Adamello, attraverso il passo degli Italiani al Corno Bianco.

Sempre dal rifugio, verso Nord-Est si accede al passo del Venerocolo (3136m), che porta alla vedretta del Pisgana.

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Cime

Contornano la valle alcune delle più belle cime del gruppo dell’Adamello: da Nord a Sud, la catena dal monte Avio al C.no Baitone ad Ovest; da Ovest ad Est, la Plem, l’Adamello ed il C.no Bianco a Sud; da Sud a Nord, punta Venerocolo, la Calotta, la c.ma di Salimmo ad Est.

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Percorso

Da Temù si sale in automobile fino a malga Caldea (1584), dove si parcheggia. Da lì, proseguendo a piedi sulla strada, si sale fino agli edifici della diga del laghetto d’Avio, dove si prende il lungo percorso semi pianeggiante, che affianca i primi tre laghi, percorso fattibile anche in galleria, in inverno, con pericolo di valanghe.

Sopra il lago Benedetto si trova il bivio che, verso sinistra sale direttamente al Garibaldi per una mulattiera interminabile (il Calvario).

Proseguendo invece diritti si sale al Pantano d’Avio, da dove sarete tentati da una escursione al sovrastante p.so di Premassone. Al ritorno, attraversata la diga del Pantano, si prende il tratto del sentiero n.1 che, passando per il passo del Lunedì (2650m), una goletta che permette di attraversare senza danni lo sperone Nord dell’Adamello, si entra nella conca del lago Venerocolo e si raggiunge il rif. Garibaldi.

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Escursioni documentate

Salita al rif.Garibaldi, passando per il Pantano d’Avio, con puntata verso il p.so Premassone, e transito per il p.so del Lunedì.

Salita a Punta del Venerocolo (3323m), passando dal p.so del Venerocolo. Dal Garibaldi si sale facilmente al p.so per percorso segnato (se senza neve). Da qui, si prende la cresta Nord del Venerocolo, che si sale senza grosse difficoltà, anche in presenza di neve (piccozza e ramponi).

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salita al Garibaldi per il Pantano d'Avio

variante "lunga" per salire al Garibaldi, ma di grande soddisfazione (dopo...)

dal Garibaldi a p.ta Venerocolo

bella e facile salita con stupenda vista sul Pian di Neve e sull'Adamello. Munirsi di piccozza e ramponi, perchè sulla cresta può esserci ghiaccio