il pizzo Camino con Sossino e cima Moren

L’ultimo tratto dei grandi calcarei camuni Concarena, Badile, Cimon della Bagozza e Camino) parte dal passo di Ezendola (sezione precedente) e prosegue, puntando a Sud, con il monte Sossino (2398m); il passo di Varicla (2097m); il pizzo Camino (2491m), cima Moren (2418m), e termina col corno di S.Fermo (2329m), sopra la val di Scalve; a Sud del corno, il passo del Costone (1900m), permette un giro ad anello col passo di Varicla, che però non conosco. Al di là della val di Scalve, il calcareo continua fino alla pianura, ma con cime minori.

Ai piedi del Camino (Est) troviamo il rifugio Laeng (1732m), con i ruderi del rifugio Coppellotti (1760m); a Sud della corna di S.Fermo, il rifugio S.Fermo (1858m).

Centri di accesso sono Villa di Lozio e Borno, dove Borno offre la possibilità di salire in automobile fino a 1300m, da Navertino fin nei pressi del lago di Lova (1299m) (biglietto da distributore automatico presso l’Ente Turismo, in centro, oggi 3 euro), mentre da Lozio tocca scarpinare dai 1000m.

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Escursioni

1) al rifugio Laeng (1732m); disl da Lozio 732m; bella escursione per tutti, anche invernale (possibilità di valanghe in località malghe di Varicla). Da Villa di Lozio, si parcheggia appena fuori dal centro e si prende la stradella che sale, con indicazioni per il rifugio. A malga Onder (1405m), bella fontana, si incontra la strada che scende da sn dal col Mignone (1542m), che porta nella piana del lago di Lova di Borno. A destra si va a malga Valburnega. Noi. invece, proseguiamo diritti su per il prato (imbocco sentiero 50m a sinistra della fontana). Il sentiero porta alle malghe di Varicla (1606m). Qui, a dx, si vede bene la partenza del sentiero n.6, che aggira il costone montuoso. Noi proseguiamo su per il vallone, seguendo i segni e spostandoci sulla sinistra. A metà vallone, troviamo le indicazioni per il Laeng, girando a sinistra su un sentierino che si addentra nel bosco. Si tratta della via più breve. Salendo invece diritti, si giunge su un pianoro, dove bisogna girare a sinistra e scendere al Laeng quando lo si vede sotto di noi (percorso invernale).

Da Borno, saliti a 1300 metri, in auto o a piedi, si prende la via (ben indicata) per il col Mignone; prima del passo, un sentiero segnato sulla sinistra sale al Laeng, aggirando in alto il costone, sulla destra.

2) sul pizzo Camino (2491m); disl. da Lozio 1500m); (si sale anche da Schilpario, ma io conosco solo quella da Lozio); giunti al rifugio Laeng, si prosegue dietro il rifugio per sentiero segnato, attraverso l’accidentatissima piana, fin sotto il costone Est. Sempre seguendo il sentiero, si aggira a sn il costone e si sale per sfasciumi, per percorso verticale, fino a circa 2000m, dove inizia il sentierino di salita, tra massi ed erba. Il sentiero va man mano spostandosi verso sn (dopo il primo tratto, dove sale invece verso dx), attraversando vari canaloni e portandosi sotto la vetta. Nell’ultimo canalone pochi metri necessitano che togliate le mani di tasca, perché dovete attaccarvi. Per EE, sia per la lunghezza, sia per l’esposizione (modesta).

3) su cima Moren (2418m); disl. da Borno 1100m; percorso decisamente più impegnativo rispetto al Camino. Si parte dai pressi del lago di Lova (1300m), dove si è saliti da Navertino di Bormio (strada stretta ed erta). Si prende il percorso per il rifugio S.Fermo, che va spostandosi man mano verso sinistra (Ovest). Lo si segue fino alla malga Moren (1595m), senza farsi ingannare da false segnalazioni che vi mandano su per i prati e poi spariscono quando dovete salire usando anche i denti. Qui si gira a destra e si sale (sempre per strada) fino alla chiesetta Alpina, dove si prosegue un tratto sul costone e poi, per sentiero segnato, verso sinistra in diagonale, fino ad un incrocio. A dx si va al Laeng, a sn a S.Fermo, in centro, su diritti, a cima Moren. Avanti diritti fino ad entrare nella grande conca a sinistra della cima. Si sale, sempre per sentiero, fino ad un goletto a sn della cima, dove si gira a dx e si prende la cresta, sempre per sentiero segnato, che però inizia a richiedere un poco di mani. Superate alcune balze, si giunge ad una cengia verso destra, alla fine della quale si deve salire arrampicando per circa 50m verticali, anche se non difficili (max 0,8 gradi). Tornati in cresta, poco prima della vetta occorre scendere in un canalone: fa un po’ impressione, ma in realtà non è difficile. Poi si sale ancora 50m e si è arrivati. I locali sanno scendere anche per il canalone, ma noi torniamo da dove siamo saliti (se non troviamo una guida).

4) alla chiesetta degli Alpini (1700m?), sopra il lago di Lova: l’abbiamo incontrata salendo al Moren; ma vi si giunge anche dal rifugio Laeng, per un sentiero che passa dal passo che si apre a Sud, sopra il rifugio (indicazioni S.Fermo), e poi prosegue diritto fino all’incrocio di cui sopra, dove si scende alla chiesetta. Ritorno scendendo sulla strada sottostante (diagonale a sinistra per prati) e passando per il Col Mignone, da dove si scende a malga Onder.

5) al passo di Varicla (2097m). 

Si sale dapprima al rifugio Laeng, ai piedi del Pizzo Camino. Il percorso più breve parte da Borno, specie se si sale in macchina fino al lago di Lova (1350m), ma io, da quando ero ragazzo, salgo da Villa di Lozio (1030m). Questo percorso offre il vantaggio di farvi camminare di più, gratuitamente, ma anche di offrirvi una bella fontana a malga Onder (1450m), ed un fontanile a malga Varicla (1600m). Infatti al rifugio manca acqua potabile, e non la trovate più sul percorso, sopra il lago di Lova (forse al passo di Mignone, alla malga, ma non sono sicuro). 

Dal rifugio si prende per il Camino, ma in breve, dopo altri due incroci (x S.Fermo e sent.N.6), si trova la deviazione per il passo. Si sale comodamente, prima a sn del vallone, verso un cocuzzolo centrale, poi a dx, poi centralmente, e si giunge ad una ampia conca, sopra la quale, aggirandola sulla destra, si apre il passo, che, sorpresa, non è che uno stretto intaglio, al culmine di un canalino roccioso, erto e sdrucciolevole, senza alcun aiuto che i bolli rossi attaccati coi denti alla roccia. Il sentiero è per tutti fino lì, ed è un peccato che gli ultimi metri non siano minimamente attrezzati. Dall’altra parte, del resto, il sentiero se ne va volante, aggrappato agli spuntoni, precipitandosi giù per un vallone scosceso.

6) monte Sossino (2399m). Questo è l’unico monte dei nostri paraggi privo di qualsiasi indicazione, segnalazione, ometto o paletto che ne indichi la via di salita, o, perlomeno, l’esistenza. Privo anche di sentiero, che è sostituito da una esile e labile traccia che si perde continuamente, talché io vi sono arrivato involontariamente con una variante fuori ordinanza, che, comunque, suggerirei come via normale, a tal punto che l’ho scelta anche per la discesa. Perfino il nome è incerto, oscillando tra Sossino e un curioso Susino (a questo punto, meglio “Assassino”). Perfino la Croce di vetta risulta divelta, sostituita da un minuscolo e miserando ometto (unico su tutto il percorso).

Si tratta però di un bellissimo monte, con una via ardita ma senza veri pericoli, ed uno splendido panorama di vetta.

Il percorso iniziale è quello per il passo di Varicla. Invece, però, di partire da Villa di Lozio, per farla più breve siamo saliti da Borno, dove, dalla località Navertino, una bella ma ripidissima strada forestale porta fin nei pressi del lago di Lova (1300.1450m).

Giunti a Borno, in centro (ente turistico) ci si munisce di un biglietto di parcheggio (4euro) da un macchinetta comune. Si torna all’inizio del paese e si prende via Caidone, poi via Pizzo Camino, poi via Navertino (1000m). Da Navertino (ultimo parcheggio gratuito), si continua per l’erta ma bella strada che porta al lago di Lova. Prima del lago (bivio) si prende la deviazione di sinistra, che porta fino a 1450m. Io, però, mi son fermato prima, al parcheggio di Cambrusì (1326m) (da non confondere con l’omonima cittadina francese nei pressi di Versailles), preoccupato per la salute della automobile, vista la pendenza.

Si segue l’indicazione Pizzo Camino – Rif.Laeng, girando verso dx. Dopo un tratto di strada (che porta al valico di Mignone), in località Rocol del Tabachì (inutile cercarvi liquori o sigarette, di cui dovete esservi preventivamente muniti), si inizia a salire a sn per il bel sentiero che porta al rif.Laeng (1732m). Qui giunti si prosegue per il passo di Varicla, ma, poco prima del passo, giunti ad un intaglio che guarda su Schilpario, senza alcuna indicazione (il Sossino NON è mai indicato da nessuna parte) si gira a dx per un sentierino ben visibile, che, costeggiando il baratro verso sn, supera un basso costone roccioso, giunge in una bella conca erbosa (2 passi appena appena esposti) e qui si perde, tornando a far capolino di tanto in tanto come tracciolina tra l’erba. Comunque, basta seguire il crinale, che scende a picco verso Ovest, ma non è esposto verso Est (destra), e continuare a salire per la dorsale che si fa man mano più erta, ma senza alcuna esposizione.

Quando il crinale (2300m circa) gira per un breve tratto verso sn, per poi tornare a dx ed attingere la cima (questa è la via di salita, parrebbe, ufficiale), una traccia abbastanza evidente verso dx mi ha portato a poco a poco, salendo in diagonale, un po’ erta, un po’ più dolce, sparendo e riapparendo, fino al canalone che scende dalla cima. Qui, scegliendo il percorso più adatto alle vs attitudine alpinistiche (prima sulla sn, poi di nuovo a dx), sbuffando e bofonchiando, ma con facilità, saliti per una trentina di metri, si giunge ad un traversone a sn ben calpestato che, in circa 10m, porta sul crinale (che nel frattempo è continuato a salire, anche senza di voi), circa 20m sotto la vetta, che si raggiunge senza problemi.

Questa via evita qualsiasi esposizione, che nell’ultimo tratto di cresta è accentuata dal fatto di essere questa molto ripida, per cui l’ho percorsa senza difficoltà anche in discesa.

In vetta panorama splendido (splendida giornata), ma triste ritrovamento: la Croce atterrata, speriamo da eventi naturali (per gli sciagurati che abbattono Croci in montagna, è stata da poco aperta una speciale sezione dell’Inferno, con demoni membruti, privi di ogni unguento o vaselina).

Speriamo che le prossime ottobrate forniscano manodopera sufficiente a rialzare il coronamento di vetta.

Dislivello 1100, EE, soprattutto per le indicazioni mancanti.

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