i monti di Riva e la valle del Sarca

Non parlo dei monti a Sud-Ovest di Riva, cioè delle vertiginose pareti che salgono da Nord-Est ai monti di Biacesa, e che hanno nella capanna di S.Barbara il loro centro. Son salito forse trent’anni fa dalla ferrata dell’Amicizia a cima SAT, e ricordo solo delle lunghissime scale. Il resto non lo conosco, se non per quanto già raccontato.

Mi limito a parlare di due belle cime isolate di qua e di là della valle del Sarca: monte Misone (1803m) a Nord-Ovest; monte Stivo (2059) a Nord-Est, che coronano il lago di Garda a Nord, prima di iniziare a scendere per la cresta dell’Altissimo di Nago e del monte Baldo.

Aggiungo alcune vette della costa orientale della valle del Sarca: cima Durmont (1835m) e monte Cargadur (1871m), nella valle di Manez.

monte Misone (1803m); questa cima cade con rocce precipiti verso Est, ma sale dolcemente ad Ovest, permettendo una salita tranquilla e per tutti. E’ facile incontrarvi camosci, specie guardando dalla vetta nelle vallette precipitose ad Ovest. Vi si sale da Villa del Monte, a Sud del lago di Tenno, prendendo la strada per il rifugio S.Pietro di monte Calino, percorribile in automobile. Si parcheggia presso il bivio per il rifugio, cui si sale sulla destra, e si prosegue a piedi sulla strada forestale in direzione della Sella di Calino (966m). Poco prima della sella si prende una diramazione a sinistra (nr 412) in direzione monte Misone – selletta del Castiol. Si sale nel bosco con alcuni tornanti e si giunge alla Selletta del Castiol (1350m). Qui il sentiero inizia una lunga traversata sul lato sinistro (Ovest) del monte, portandosi agli ampi prati di malga Tenno (1576m), a Nord della vetta. Appena nel prato si gira subito a destra (indicazioni monte Misone) per il sentiero ben battuto che diventa piuttosto ripido, che porta fino alla vetta, molto ampia, con avvallamenti e sopralzi. Al ritorno, prima di giungere a m.ga Tenno, si può prendere un sentiero sulla sinistra che attraversa tutto il versante Ovest fino a giungere alla cresta Sud, dove scende con decisione fino ad una malghetta e poi al sentiero di salita poco prima della sella di Castiol.

monte Stivo (2059); da Arco, località a Nord di Riva, sulla strada che collega Arco a Mori, parte una via che sale ai paesi di Ronzo e Chienis, passando per il passo di S.Barbara (1181m).Giunti a questo passo (raggiungibile anche dalla parte opposta, se si viene dall’autostrada, si prende una stradella per S.Antonio, dove si parcheggia. Da qui si seguono sempre le indicazioni per monte Stivo o rif.Marchetti (del tutto equivalenti, visto che il rif. Marchetti sorge in vetta allo Stivo). Si sale alla località le Prese (1580m), con panchina, dove si gira sulla costa Sud-Ovest del monte, molto ampia ed aperta. Qui si offrono due possibilità: salire lungo il costone Sud, più erto e sbrigativo, o seguire il sentiero più comodo che, salendo con tornanti, passa per malga Stivo (1768m). Entrambi ci portano al rif.Marchetti (2012m), che sorge proprio sotto la vetta, raggiungibile in quattro salti. In vetta, strane rocce naturalmente istoriate. Sulla dorsale Sud troviamo una bella fortificazione austriaca in pietra rossa di Verona.

cima Durmont e monte Cargadur (1835 e 1871m). Queste due cime formano il lato occidentale della bella valletta di Manez, che sale verso Nord nel tratto in cui il Sarca, sotto Tione, volge verso Est. Meritevoli di salita più per il bel panorama che per meriti propri (ad Ovest hanno l’Adamello-Carè Alto e la Presanella; a Nord il gruppo del Brenta con cima Vallon e il corno di Senaso). Subito ad Est di Tione si trova il paese di Preore, all’imbocco del quale sale verso Nord una bella strada con indicazione “Montagne”, alle località di Larzana, Binio e poi Manez, oppure, girando a sn prima di Binio, al passo Daone (1300m). Per il giro descritto, è meglio partire da Manez, invece che dal passo Daone, come fatto da noi, poichè si evita una salita finale e 90 metri di dislivello in più. Dal passo Daone (capanna Durmont) si prende l’indicazione per il Durmont: si sale verso dx e subito di nuovo a dx, verso Pramarciù. Dopo 95m di salita, si sbuca a Dotor, si gira a sn e si interseca, dopo pochi passi, la strada cementata che sale da Manez, in località Pramarciù (2400m). Si segue la strada in salita, attenti al segnale “Durmont” che vi butta a dx su un tratto ripidissimo, che risale la scarpata fino al sentiero vero e proprio, che vi porta, prima attraverso un bel bosco di faggi e conifere, poi su tratto erboso, fino alla vetta, con bella Croce. Da qui si prosegue in cresta, fino ad una seconda vetta, più alta della prima, e poi si scende fino al passo di Campiol (1666m). Qui si ricomincia a salire, con scarsi segnali, fino alla bella vetta del Cargadur, preceduta da faggi secolari e da pini tranciati dai fulmini (se si perde il segno -i segni qui divengono rari e cambiano addirittura colore-, tenere piuttosto a sn). Superata una prima vetta, si scende e si risale alla seconda, più elevata. Qui occorre elevare una vibrata protesta a coloro che segnano i sentieri in questa zona: non si possono indicare con bei cartelli (fino al passo di Campiol) dei sentieri che poi si smette di segnare proprio nei tratti più critici. La discesa dal Cargadur verso il passo Malghetta non è segnata in alcun modo sul sentierino precipite che scende sulla sn del versante, mentre sulla dx, una freccia su di un tronco secco indica di scendere per prati, senza alcun altro segnale, fino al bosco di faggi, 200m sotto. Qui, se siete fortunati, due bolli rossi vi indicano l’incrocio sottostante (un poco a sn). Altrimenti, poco male, Scendendo non potete mancare il sentiero n.12 che dovrebbe riportare a Pramarciù, senza scendere a Manez. Purtroppo, per assenza di chiari segnali, siamo invece scesi fino a Manez, e poi risaliti per 200m a Pramarciù, per poi tornare al passo Daone. Probabilmente occorreva seguire una strada forestale, che si stacca, in salita, sulla dx ad un tornante (il sentiero, nel frattempo, è divenuto strada bianca), ma non ci sono segnali di sorta. Dall’altra parte della valle, il monte Iron (1864m) dà la possibilità di un giro ad anello più lungo, per gambe migliori (scesi dal Cargadur, si trova la freccia per l’Iron -2h).

sentiero degli Scaloni, a Dro