rifugio 12 Apostoli (2489m) e passo omonimo (2555m), da malga Movlina, con GPS

Questo giro ad anello, molto bello, va però affrontato al contrario di quanto da noi fatto, fidandoci di un resoconto di un vecchio amico, malconsigliato anche lui.

Noi, infatti, siamo saliti dalla Val di Sacco, che presenta 600m di dislivello su sfasciume, a tratti affrontato per la max pendenza, e quindi adatta alla discesa, e siamo discesi dalla Val di Nardis, percorsa da un sentiero a gradini, quindi molto adatto alla salita.

Comunque, così come fatta la raccontiamo. Il percorso parte da malga Movlina, a 1750m, in cima alla Val d’Algone (o Val Algone, come scrivono qui).

Da Tione si prende verso Ovest per le Sarche (eTrento), ma dopo poco più di un km, ad una rotonda si gira a dx per Preore, che sta al di là del Sarca, e poi per Ragoli e Coltura. Superata Coltura (bella fontana quadrata), passando la strada tra i centri di Incassero e Irone (noti per il cattivo carattere degli abitanti), trovate l’indicazione Val Algone sulla sn. La strada sale asfaltata fino ai 1120m del Rif.Ghedina, dove si prosegue previo pagamento di 5 euro alla macchinetta o all’addetto (noi abbiamo trovato quest’ultimo). Il numero è limitato a 50 macchine, ma non abbiamo avuto alcun problema, alle 7 del mattino (eravamo il nr.16).

La strada prosegue sterrata, ma in ottime condizioni, fino ai 1750m del parcheggio di malga Movlina, che si trova 200m più avanti.

Qui, spettacolo grandioso sull’Adamello, lato Carè Alto. Si prosegue diritti per altri 200m, fino all’indicazione, a dx, Passo XII Apostoli (3,10h). Si scavalca il sopralzo erboso e si scende diagonalmente per prati in Val di Sacco, che, con 2km di saliscendi continui porta al Baito dei Cacciatori (1780m), una bella costruzione in pietra, addossata ad un gran masso e attrezzata a bivacco.

Inizia la salita, in mezzo agli ontani, fino alla grande conca della Buca di Sacco, a 2000m di quota. A destra (Sud) si stacca un sentierino che sale per una valletta, di fianco a Cima della Finestra: vediamo due scalatori o gitanti che vi si stanno avventurando.

Noi proseguiamo diritti, salendo per 200m fino ad una cascatella, dove si gira a dx e per facili roccette (10m) si supera il balzo roccioso che chiude la valle. Poi un tratto ancora su erba ed poi inizia un terribile dosso di sfasciumi che si affronta per la max pendenza, scivolando indietro di due passi ogni tre, per circa 200m. Giunti ad un salto roccioso, ben visibile sulla sn del percorso, lo si supera facilmente per mezzo di una corda metallica, che vi scarica in un’altra conchetta, da dove parte l’ultimo tratto della salita, su sfasciume e neve, ma abbastanza ben tracciato, salvo una scorciatoia obbligata per evitare la neve, nei pressi dell’uscita.

Qui si vedono anche i 12 Apostoli (non è la stanchezza, ci sono davvero!), sulla sn, alla base dell’omonima cima, che presiede il passo.

L’uscita sul Passo XII Apostoli è sulla sn. Il passo non è a 2620m, come detto ovunque, ma supera di poco i 2550. E’ un grande spiazzo, costellato da ometti. Poichè è coperto da neve, perdiamo subito il sentiero, e scendiamo ad occhio sulla neve fino ad un costone scoperto, dove passa il percorso per la bocchetta dei Due Denti, che chiude la valle alla ns dx. Da qui, in breve, si giunge al rifugio (2489m).

Per pranzo è prevista polenta e funghi. Disdegnando ogni comodità, e volendo rientrare prima del buio, mangiamo del nostro, raschiando il fondo dello zaino, e iniziamo la discesa. Dopo 200m di roccette, con qualche facile passaggio attrezzato, altri 150m di sfasciume, ma con bel sentiero trasversale e tornante. Qui inizia il salto morenico, superato dal sentiero a zig-zag, con tratti attrezzati, ed un balzo da affrontare verticalmente, detto Scala Santa. Nessuna paura: oltre alla corda metallica di squisita fattura, una provvidenziale statuetta della Madonna vi offre ogni conforto morale, nel caso ne aveste bisogno.

Alla fine si sbuca nella Piana di Nardis (1820m), una lunga spianata alluvionale. Il sentiero corre sulla dx, ma noi scendiamo sulla sn, tra le Scarpette di Venere (Cypripedium calceolum) che occhieggiano qua e là.

In fondo alla valle, si gira a sn (cartello indicatore), per il Bregn dell’Orso (1836m). Bisogna risalire per 30 metri, e poi, seguendo le indicazioni per Malga Movlina (al Bregn non si arriva, ma si gira a sn prima), dopo circa 4 km di noiosi saliscendi e attraverso il passo del Gotro (1847m) si ritorna alla partenza.

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Distanza totale: 17761 m
Altitudine massima: 2579 m
Altitudine minima: 1748 m
Totale salita: 1063 m
Totale discesa: -1020 m
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