Capanna Bernasconi e Punta del Segnale (3132m), con GPS

Avevamo fotografato dall’alto la Capanna Bernasconi e Punta Segnale 14 anni fa, dopo essere discesi dal bivacco Seveso e risaliti sulla cresta Sud del Tresero, e, da allora, mi era rimasta sempre la voglia di arrivarci. Successivamente l’amico Davide di Aquile Rampanti me la segnalava come vetta facile, assieme a Cima Zebrù, su cui siamo saliti la settimana scorsa.

Oggi ho voluto andarci, affrontando l’ansia che mi mette la salita al passo Gavia da Ponte di Legno, sempre con la paura di incontrare qualcuno che scende nei punti più dolenti della strada.

Il percorso parte dal Rifugio Berni (2541m), poco prima del quale si parcheggia, prendendo le indicazioni per il Ponte dell’Amicizia. Dalla partenza fino ai 3000m della grande spianata sotto la Vedretta del Tresero, il tragitto è assolutamente tranquillo e per tutti, per sentiero segnato da ometti e contrassegnato col n.25. Il punto di maggior impegno é sul percorso sali-scendi verso il Ponte, dove il sentiero passa rasente ad un roccione, col vuoto sulla sn (si può evitare prendendo per il Ponte di Pietra, e poi risalendo poco oltre). Vi è poi un altro breve tratto esposto al termine dei primi 100m di salita dopo il Ponte dell’Amicizia, dove si rasentano pure delle rocce. Ma sono tratti brevi e facili. Poi, fino ai 3000m, si sale in tutta tranquillità. Occorre porre una certa attenzione al ritorno, quando un torrentello che all’andata è quasi secco, col caldo del giorno, può trovarsi gonfio di acqua. Ma non mi risulta che abbia mai bloccato qualcuno.

Il sentiero si imbocca subito dopo il Ponte dell’Amicizia, sulla sn per tracce che immediatamente divengono sentiero. Da lì in poi non si sbaglia più. Giunti alla bellissima spianata ai 3000m (vi è anche un bel laghetto glaciale), la musica cambia un poco. La salita alla capanna offre qualche difficoltà, che direi per EE.

Superato il facile torrente che esce dal laghetto, si deve prendere la cresta tutto sulla sn (ometti). Vi sono ben tre salti rocciosi (non più di 10m ciascuno).

Il primo lo si supera senza difficoltà passando sulla sn, per sentiero. Noi qui abbiamo sbagliato, stando sulla ds del primo salto roccioso, ma poi siamo rientrati sulla sn per sentierino orizzontale, sotto le rocce.

Il secondo salto è caratterizzato da un cengione centrale che sale da ds. Vi si sale alla sua destra, poi si va fino all’estrema sn, dove si trova un facile canalino di pochi metri. Subito prima ve ne è un altro, che può ingannare, specie in discesa (infatti io sono sceso da lì). E’ solo un poco più difficile per un saltino di 70cm, senza appoggi.

Il terzo salto, che a prima vista sembra impossibile, si supera facilmente per un canalino che sale da ds a sn, e che si imbocca tutto a destra. Qui vi è il punto più difficile: all’imbocco un salto di circa un metro, rientrante sotto e senza buoni appigli. Lo si supera sfruttando degli appoggi sulla sn, con un gradinetto comodissimo. Specie in discesa, faccia al monte e piede sul gradino a sn.

Dalla capanna alla vetta, invece, non vi sono particolari difficoltà, contrariamente alle prime apparenze. Un sentierino che si imbocca sulla ds porta fino in vetta senza l’uso di mani.

Vi è anche un secondo percorso di salita, più facile anche se, forse, più faticoso. Si deve arrivare per sfasciumi al goletto dietro la vetta (Nord-Est) e salire poi per cresta di sfasciumi. Ho visto una persona salire da lì. Io, però, non ne ho esperienza.

Vi è una curiosità del luogo. Superato il torrente e saliti sul primo rialzo, guardandosi intorno si trovano delle pietre con incisioni. Chissà se sono così antiche come si crede. Gironzolando troviamo pure un fiore raro, Sagina saginoides, che avevamo fotografato solo sotto il Corno Bianco di Pennes.

Total distance: 11327 m
Max elevation: 3094 m
Min elevation: 2500 m
Total climbing: 809 m
Total descent: -813 m
Download file: 2026-08-05-punta-di-Segnale.gpx