Scoglio di Laione (2602m) e conca di Cadino

Lo Scoglio di Laione (*) è una formazione rocciosa che si presenta con due torri unite da una sottile cresta, che sorge a mezza costa (2550m circa) tra il passo del Blumone ed il monte Listino, sovrastando imponente il tratto finale della valle del Caffaro. E’ unito alla catena montuosa retrostante da una bellissima sella, detta Porta del Caffaro. Dietro le due torri sta una sorta di piramide, cosparsa di sfasciumi rocciosi, che ne costituisce la (scomoda) via di accesso.

Sopra lo Scoglio si trovano resti militari della grande guerra.

Il sentiero N.1, che dal passo Blumone va al passo Brescia, passando sotto il Listino, vi transita sopra, cosicché costituisce una comoda via per raggiungerlo.

Lo avevamo da poco ammirato compiendo il giro del Blumone, ed abbiamo deciso di andare a darvi una occhiata, poiché risulta poco o nulla visitato.

Incautamente, non valutando bene le nostre poche restanti forze, abbiamo pensato di unire questa escursione ad una esplorazione della conca di Cadino, bellissima valletta da pochissimi conosciuta.

Pertanto, invece di salire con l’automobile per la terrificante strada della Corna Bianca, che fa guadagnare duecento metri di quota e due km di cammino, abbiamo parcheggiato alla malga Cadino della Banca e siamo saliti per un tratturo sterrato che risale la valle dall’altro lato rispetto alla carrabile, portandosi a varie malghe (Casinetto dei Dossi, quindi malga Casinetto dei Dossi, più in alto malga Casinetto di Cima, mentre, sotto la Corna Bianca sorge la malga Casinetto della Banca.

Il risultato del girovagare è stato che siamo arrivati alla Porta del Caffaro, sotto lo Scoglio, dopo mezzogiorno, trovandoci dinnanzi cinquanta metri di arrampicata su grandi massi ammonticchiati. Più a destra, si potrebbe salire su di un pendio erboso, ripido ed esposto, mentre a sinistra altri sfasciumi poco invitanti.

Poiché non vi si trova nessuna indicazione né indizio di salita, nessun ometto o traccia qualsiasi, e neppure le ossa di salitori sfortunati ed imprudenti, che però stimolino l’emulazione, abbiamo rinunciato a salirvi,  lasciando a voi più giovani la gloria dell’impresa: ora del giorno, età e stato delle giunture non permettevano di meglio.

In breve, partiti dai 1800m della malga Cadino della Banca, abbiamo preso il tratturo che parte dal tornante vicino, che ci porta al Casinetto dei Dossi (2000m), dove troviamo un bel gruppo di mucche con mandriano, tutte intente alla mungitura.

Da qui traversiamo il grande piano verso destra per prendere la strada che, salendo dalla malga Casinetto della Banca va alla malga Casinetto dei Dossi, poco più avanti, e poi alla malga Casinetto di Cima, da cui scenderemo al ritorno. Scesi alla Banca, risaliamo alla Corna Bianca, da dove seguiamo la nuova strada selciata fino al rifugio Tita Secchi (2350m), al lago della Vacca, e poi al passo del Blumone (2633m).

Dal passo, per il sentiero N.1, prima si sale fino ai 2355m (costa del Laione) e poi si inizia a scendere, ci si porta sopra la porta del Caffaro, ben visibile sotto di noi, dove il sentiero cessa di scendere. Qui abbandoniamo il sentiero e scendiamo per una traccia di antica via militare. 

Al ritorno, superato il passo della Vacca, ed iniziati a scendere verso la Corna Bianca, giriamo a destra per un pendio erboso che costeggia dall’alto il lago Nero di Cadino. Giunti al punto più basso, invece di scendere al sentiero sottostante, che potevamo prendere anche due o trecento metri più avanti, sulla strada selciata, proseguiamo diritti fino ad un bel goletto, dove una traccia di sentiero ci porta fin sopra la malga Casinetto di Cima, per poi accompagnarci da basso, fino alla strada che ci riporta ai Dossi e poi al parcheggio.

(*) Sembra invece del tutto screditata la lezione Scoglione di Laio, derivante da una leggenda locale tardo-celtica. Narrasi che Laio, marito di Giocasta (dagli amici chiamata più semplicemente Gio, anche per le disavventure trascorse) e padre di Edipo, disattendendo un monito di Persefone, che lo invitava ad indossare biancheria intima imbottita, passando dal passo Blumone al Termine, scivolasse su rocce appuntite ed acuminate, provocandosi una mutilazione permanente e invalidante, i cui resti furono immediatamente, dalla stessa Persefone, così pregata dallo sfortunato Laio, trasformati nel suddetto Scoglione. Solo i più ingenui possono credere a simili baggianate, ma noi ve le raccontiamo per dovere di cronaca..

 
Distanza totale: 19687 m
Altitudine massima: 2615 m
Altitudine minima: 1793 m
Totale salita: 1190 m
Totale discesa: -1201 m
Scarica