Tre giorni fa salivamo a Sella Paitino, alla ricerca della Primula apennina. In quell’occasione ci era stato detto che, proseguendo fino al monte Sillara, lontano solo 30min di cammino, avremmo potuto trovare pure la Tulipa australis, altro fiore che mancava alla ns collezione. Purtroppo, l’ora del giorno e la dolce stagione (42° all’ombra) ci inducevano ad un rientro anzitempo. Masticando amaro, progettavamo altre escursioni alla ricerca dell’introvata, quando, proprio ieri pomeriggio, trovavamo sul Web una indicazione, seppur vaga, di una localizzazione del fiore in questione nei pressi della Punta di Naole, sul Baldo.
Lì per lì disegnavamo un percorso ad anello che ci avrebbe portato in loco, partendo da Prada, località classica per salite su quel monte.
La fretta, cattiva consigliera, mi faceva progettare un itinerario piuttosto insensato, sia perchè presupponeva 4km di percorso iniziale in saliscendi, sia per un infelice passaggio per cima Mandra, dove trovavamo un parcheggio con una cinquantina di automobili, che ci avrebbe fatto risparmiare un’ora buona di cammino (la strada parte da Prada bassa).
Comunque, giunti sotto la Punta, in vista dell’omonimo Forte e dei resti del Baito di Naole, a 1600m trovavamo una bella fioritura di Tulipa, che ci ripagava del girovagare pregresso. Insieme a quella, una distesa di Pedicularis comosa, bellissima, forse meno pregiata ma che mi mancava anch’essa. Con le immagini dei due nuovi fiori (più un Rhinanthus minor, in cui ci siamo inciampati più in basso), tornavamo a valle per la più breve.
30 Maggio 2026; la strada sterrata che da Prada (via dal Sacco) porta a Due Pozze e cima Mandra.
30 Maggio 2026; si prosegue tra grandi praterie, fino a cima Mandra (grande parcheggio!)
30 Maggio 2026; all'indietro Cima di Costabella, con rif.Chierego sulla cresta.
30 Maggio 2026; superato il parcheggio di cima Mandra (che non mostriamo), ecco malga Zocchi.
30 Maggio 2026; bello stazzo dopo malga Zocchi.
30 Maggio 2026; giungiamo alfine alla curva che riporta il percorso verso Nord. In centro la vetta dello Sparavero.
30 Maggio 2026; sopra di noi il Colonei di Presina (il termine "colonei" indica questo tipo di costruzione montana, tipica della zona-forse da "colono"?)
30 Maggio 2026; Verbascum phoeniceum
30 Maggio 2026; grandi distese di ranuncoli.
30 Maggio 2026; il sentiero sale, per ora, parzialmente in ombra.
30 Maggio 2026; tre Orchis mascula al bordo del sentiero.
30 Maggio 2026; infilata di Peonie (oggi sbucano dappertutto!) sulle rocce.
30 Maggio 2026; passiamo sotto la vetta dello Sparavero.
30 Maggio 2026; splendidi Aster alpinus
30 Maggio 2026; in vista dei resti del Colonei di Naole, abbandoniamo il sentiero e saliamo verso la cresta: a destra il Forte di Naole, a sn sbuca il Telegrafo e le altre vette del Baldo.
30 Maggio 2026; bellissima rotatoria di una Pedicularis comosa, che qui ricoprono l'intera costa.
30 Maggio 2026; la Cresta di Naole è percorsa tutta da questa imponente muraglia: giù sotto, a picco, la pianura veneta. In fondo a ds, il Garda.
30 Maggio 2026; il sentiero di cresta corre lungo il muro.
30 Maggio 2026; finalmente giungiamo ai resti del Baito di Naole (1600m), proprio sopra i resti del "Colonei"
30 Maggio 2026; Baito di Naole
30 Maggio 2026; affacciadoci, ecco il Colonei di Naole.
30 Maggio 2026; vetta della Punta di Naole, segnalata dal cippo. Una trincea sbarra il passo. Essendo accidentata (sfasciumi), passaimo sotto.
30 Maggio 2026; un rifugio tra le rocce, sotto la vetta
30 Maggio 2026; la trincea dal di sotto.
30 Maggio 2026; bellissimo Erigeron, per ora di incerta specie.
30 Maggio 2026; una lapide del 1900 porta la scritta: Vivit, Regnat, Imperat. E' forse un richiamo al "Christus vincit"?
30 Maggio 2026; la vetta da Nord.
30 Maggio 2026; tornando, in vetta!
30 Maggio 2026; la meta della giornata: Tulipa australis. L'abbiamo trovata con indicazioni vaghissime, trovate sul Web ieri sera!
30 Maggio 2026; le rovine del Baito di Naole
30 Maggio 2026; e quelle, appena sotto, del Colonei di Naole. Andrebbe restaurato, ma con la nota avarizia dei Veneti...
30 Maggio 2026; la grata tipica dei Colonei, che al posto dell'inferriata usavano l'impietriata!
30 Maggio 2026; salendo al goletto sovrastante, bell'esemplare di Genziana lutea. Poi ne troveremo un sacco, appena dopo la cresta.
30 Maggio 2026; bella roccia, tutta infiorettata.
30 Maggio 2026; qui si deve prendere a destra, seguendo l'indicazione "Prada"
30 Maggio 2026; nel bosco, alberi spettacolari!
30 Maggio 2026; il sentiero scende sicuro. Noi, meno, a causa di ciclisti che sfrecciano di tanto in tanto!
30 Maggio 2026; giungiamo al santuarietto della Madonna della Neve.
30 Maggio 2026; corona di Peonie, presso il santuario.
30 Maggio 2026; gran vista: in lontanaza, Carè Alto e Presanella.
30 Maggio 2026; Madonna della Neve: edificio del 1600, lasciato in squallido abbandono: vergogna! Qui andavano spesi i soldi del,"Buono facciate"!
30 Maggio 2026; la rovina della costruzione!
30 Maggio 2026; la datazione-
30 Maggio 2026; malga Ortigara Il nome, probabilmente, dalle ortiche che qui abbondano.
30 Maggio 2026; imbocco di sentiero, splendidamnete ornato dalla Natura!
30 Maggio 2026; faggi pazzeschi!
30 Maggio 2026; si devono seguire gli ometti, che vi riportano a Prada senza fallo!
Total distance: 13815 m
Max elevation: 1639 m
Min elevation: 1034 m
Total climbing: 749 m
Total descent: -750 m
Download file:
2026-05-30-cima-di-Naole.gpx