Col Santino (2122m) e Monte Buso (2080m), con GPS

Il Col Santino è proprio un bel monte, cosicché ci son voluto tornare. La volta scorsa ci son salito dopo il Col Santo. Stavolta ho saltato il Santo, che è un monte piuttosto pacioccone dalla via di salita, anche se sul Lancia cade a picco, aggiungendo invece la salita al Monte Buso, che sorge a Sud-Est del Santino. Il monte Buso è noto perché in una galleria scavata nel suo ventre si son rinvenute tracce attribuite a dinosauri. Non sapendo dove si trova l’ingresso, non la ho visitata e non ve ne so dir di più.

Saliti da Giazzera per la strada asfaltata, si prosegue sullo sterrato fino al, parcheggio del “Regno della Pozza”, dove si trova il divieto a proseguire (1450m). Da qui si segue la strada, tagliando i tornanti per comode scorciatoie. Giunti al bivio per malga Zocchi, a Pozza Rionda (1670m), per cambiare abbiamo preso il “sentiero delle Zie“, che è un’ottima variante per il Lancia, piuttosto di continuare sullo sterrato. Il sentiero è molto bello e ve lo consiglio. Al termine, all’incrocio, si gira a sn e si giunge al Lancia in pochi minuti. Dal rifugio (1825m) si prosegue sulla strada verso il Pasubio, ma dopo pochi metri si giunge alla presa dell’acqua (rubinetto agibile); subito dopo si stacca sulla sn il sentiero per la Sella dei Colsanti, che si raggiunge con agili sgambate a quota 1995m. Qui si gira a dx e, per sentiero non indicato, ma segnato, si sale fino al Col Santino, per il percorso già descritto la la volta scorsa . Discesi all’Alpe Pozze (1880m), si prende a sn per il Pasubio fino alla Sella delle Pozze (1903m). Qui si gira a sn e si scende per un breve tratto nella val Zuccaria, fino a trovare il bivio segnato “Sorgente” e altro, dove parte il sentiero che sale alla Selletta del Monte Buso (1930m). Qui, sulla dx, parte il sentiero per la vetta, senza alcuna segnalazione, ma ben visibile.

Il sentiero è facile, salvo un breve tratto subito dopo la partenza, in cui è franato e si deve passare sugli sfasciumi, con qualche esposizione di troppo, specie in discesa, dove te la vedi davanti. Sono 30 metri, con tre passaggi di uno-due metri esposti. Con attenzione si passa senza difficoltà, salvo la tremarella. Alla fine si sale sulla larga cresta per percorso quasi libero. La vetta è un ammasso di sfasciumi prodotti dalle troppe cannonate, scavata sotto da gallerie non agibili.

La discesa dall’altra parte (cresta sud), tutta irta di fortificazioni, sembrerebbe facile, ma il rischio di finire tra i mughi bloccanti ci ha consigliato di tornare per lo stesso.

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Distanza totale: 17707 m
Altitudine massima: 2114 m
Altitudine minima: 1431 m
Totale salita: 1046 m
Totale discesa: -1059 m
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