Gita organizzata dal CAI Gardone VT. Si arriva in pullman a Pont de Valsaravanche (1950m), in Valle d’Aosta, e da lì si sale al rifugio Vittorio Emanuele II (2732m), dove si pernotta.
Qui ci dividono in gruppi, che formeranno cordata per l’ascesa, e io e mio papà, grande alpinista, che mi ha passato l’amore per la montagna e per i libri, siamo destinati a due gruppi diversi. Inutilmente mio padre chiede di metterci assieme: gli organizzatori sono – stupidamente- inflessibili. Così siamo in due gruppi diversi.
Al mattino si parte col buio. Dopo 20min la nostra guida si accorge, o pensa, di aver sbagliato strada. Così torniamo indietro. Non abbiamo calzato i ramponi e la ragazza che è con noi scivola e parte verso il basso. Non è capace di utilizzare la piccozza per fermarsi, ma, fortunatamente, la nostra guida (Leonardo), quando gli passa vicino, le si butta addosso e ferma se stesso e quella con il becco della piccozza.
Bravissimo!
Adesso c’è chiaro e non sbagliamo più. Si sale verso la Schiena d’Asino, una dosso a 2750m, che si raggiunge attraverso un erto pendio.
Dalla Schiena alla vetta il passo è breve e meno erto. La vetta è un breve traverso e da un torrione di qualche metro, sopra il quale sta una Madonnina. La vetta è intasata di alpinisti, ed alla Madonnina non si riesce ad arrivare, per cui ci rinuncio, dopo aver atteso abbastanza a lungo.
Ritorno per la stessa via, con un compagno di salita, senza legarsi.
il percorso di salita (km più, km meno), dal Vittorio Emanuele alla vetta.
anni 70; in cammino verso il rif.Vittorio Emanuele II
anni 70; mio papà a gambe incociate, con alle spalle il Ciarforon.
anni 70; giungiamo al rif.Vittorio Emanuele II, a 2700m; da sn il Ciarforon, la Becca di Monclair e il Dente del Broglio.
anni 70; gente spaparanzata al sole.
anni 70; la sera dal rifugio nella piana vediamo gli stambecchi, che allora erano solo sul Gran Paradiso.
anni 70; il giorno dopo, d'un balzo, siamo sulla Schiena d'Asino, un costone pianeggiante dopo una salita ramponi-piccozza, a 3750m. La vetta è poco lontana.
anni 70; il gruppo di cui facevo parte era impreziosito da presenza femminile. Per poco non la perdevamo già all'inizio, se non veniva bloccata dal Leonardo, nostra guida temeraria.
anni 70; panoramica dalla Schiena dell'Asino.
anni 70; da qui alla vetta il percorso si fa meno impervio.
anni 70; dall'alto vediamo figurine sulla Schiena d'Asino, con alle spalle il Ciarforon.
anni 70; questo è un membro del mio gruppo che arriva in vetta con me; gli altri due sono più indietro.
anni 70; quasi in vetta!
anni 70; la vetta consiste in un breve traversone ed in un torrione roccioso con la Madonnina. Mi risulta impossibile arrivarci, perchè il passaggio è osrtuito da quelli arrivati prima.
anni 70; tutti seduti in attesa del turno per arrivare alla Madonnina. Ma dopo lunga attesa, rinuncio e torno a valle.
anni 70; il passaggio è sempre occupato.
anni 70; paziente attesa, ma a 4000m i minuti sono più lunghi.
anni 70; questi si fan le foto intanto che attendono il loro turno.
anni 70; il fatto è che quelli che sono sulla torre, non scendono e non liberano il posto.
anni 70; questo sono io, che non sono legato e calpesto le corde altrui, e comincio ad essere stufo. Ho un cannocchiale da 5kg al collo! Lo zaino devo averlo tolto e lasciato.
anni 70; qui sono quasi arrivato alla base, ma quelli sopra stan seduti. Ora rinuncio e ritorno a valle.
anni 70; di costui non ricordo il nome, ma ricordo che tornammo assieme a valle, di corsa, senza assicurarci. Forse si chiama Fantini.
anni 70; stiamo tornado giù.
anni 70; prima di scendere ci facciamo scattare una foto.
anni 70; questi si son dati alla bella vita, invece di sudarsi la salita!
anni 70; ecco il rifugio da cui siamo partiti stamane, al buio.
anni 70; rientro verso Pont de Valsavaranche.