Periplo del Catinaccio; Torri del Vajolet e ferrata Santner.

Questo giro risale ai tempi in cui ero ancora studente universitario, quindi intorno al 1970. Lo feci da solo, partendo il pomeriggio dal passo di Costalunga (1753m), dopo aver visitato il vicino lago di Carezza.

Prendo il sentiero che aggira la catena del Catinaccio (Masarè) sulla ds (Est). Mi fermo per la notte ad un rifugio sul percorso. Oggi potrei identificarlo col Roda di Vael (2283m). Poichè era ancora presto, prima o dopo cena (probabilmente dopo), mi avventuro per un sentiero attrezzato che sale fino ad una forcella, da dove prosegue ancora verso la vetta sovrastante (immagino la Rotwand o Roda di Vael. Forse ero sotto la Torre Finestra). Poichè si sta facendo buio, e sono solo, non proseguo, e ritorno al rifugio, dove pernotto. 

Al mattino riprendo la via verso Nord, fino ad arrivare al rif.Re Alberto al Vajolet (2621m), sotto le tre magnifiche torri. Ci arrivo sotto una pioggia battente, che si è scatenata lungo il percorso. Fortunatamente ho con me un poncho che mi copre a sufficienza per arrivare completamente zuppo. 

Dopo cena, ancora una volta esco e salgo fino al passo Santner (2750m), dove oggi sorge un magnifico rifugio, allora una modesta baracchetta.

Do un’occhiata all’attacco (alcune staffe) e ritorno al Re Alberto 1° .  Al mattino splende il sole, e le tre torri sono baciate dall’astro (non approfondisco ulteriormente, per pudore).

Salgo al passo Santner ed imbocco la ferrata. Quasi subito mi trovo su un nevaietto ghiacciato, con la corda di ferro semisepolta. Piccolo scagazzo, ma se son qua a raccontarvela vuol dire che sono sceso sano e salvo. Per il resto la Santner è più un sentiero attrezzato che una ferrata.

Giunto dove ora sorge il rifugio Fronza, vedo sopra di me il passo delle Coronelle, che mi attrae, e vi salgo (forse per allungare il percorso). Scendo dall’altra parte e ritorno per dove sono salito.