Rallye dell’Adamello 1976.

A fine 1975 il mio amico Secondo Fracassi mi convinse a dedicarmi allo sci, sia da fondo, sia da alpinismo, sport dai quali fino ad allora ero rimasto digiuno. Così, dopo breve allenamento, a fine gennaio ’76 partecipai alla mia prima Marcialonga, portata gloriosamente a termine in 8,30h.

A luglio si teneva il consueto Rallye dell’Adamello, organizzato dalla società Ugolini, gara-escursionistica in quota, che allora durava tre giorni (passati in quota, in rifugi aperti per noi) e si teneva in squadre di tre persone. Qualche anno dopo i giorni diventarono due, e le squadre di due persone. Infine la gara divenne di un giorno, ma le persone rimasero due, perché la cordata di uno non era stata ancora inventata (e neppure ora, mi sembra…).

Vista la mia scarsa preparazione in discesa (scendevo a spazzaneve o, dove il pendio era più erto, derapando), non vi partecipai come concorrente, ma aggregato alla squadra di Secondo (Piotti-Fracassi-Bertussi).

Il Rallye prevedeva per il primo giorno la salita da Pontedilegno (1300m) a monte Venezia (3300m), per il ghiacciaio del Pisgana, con arrivo al rifugio Lobbia Alta “Ai Cadudi dell’Adamello”; il secondo giorno un giro ad anello del Pian di Neve, con salite a di Dosson di Genova, Monte Fumo, Adamello, Corno Bianco e rientro alla Lobbia.

Terzo giorno, salita a passo Venezia e discesa a Ponte di Legno per il Pisgana.

Mi comportai benissimo, e da allora fino al 2010 partecipai a quasi tutti i Rallies, saltandone forse tre o quattro.