giro dei laghi di S.Giuliano, con GPS

Il lago di S.Giuliano (1938m) e quello, maggiore, di Garzonè (1942m), si trovano su una specie di altopiano od acrocoro che sorge all’ingresso Sud della val di Genova, che resta diviso dal corpo principale dell’Adamello dalla profonda val Seniciaga, che parte in val di Genova e sale verso Sud. Cosicché quest’altipiano resta quasi separato e a sè stante, poiché nessun percorso vi passa che salga verso l’alto e gli splendidi monti che gli fan corona.

Resta perciò compreso tra val Rendena ad Est, val di Genova a Nord, val Seniciaga ad Ovest, e la val Borzago a Sud

Formano questo altipiano due vallecole parallele, che salgono da Nord a Sud: quella propriamente di S.Giuliano, più ad Est, e la val Germenga, ad Ovest, con tutta una serie di laghetti; le due vallette sono separate da una bassa catena, che nel punto di mezzo (rif.S.Giuliano) supera di poco i 100m. Poichè però, per ritornare, occorre risalire di altrettanto, per un sentierino accidentato e scomodo, pochi, compreso noi, si tolgono la soddisfazione di vedere anche quel lato di mondo.

Si accede a questo acrocro da 4 vie segnate:

a Nord dalla val di Genova (1015m), attraverso la val Seniciaga, per il sentiero 244 che dalla m.ga Germenega bassa (1550m) sale alla Gernenega di mezzo (1869m), collegata al lago di S.Giuliano dal 221 che scavalca la bassa dorsale di cui abbiamo già parlato;

da Sud per il passo del Forzelin (2203m), cui si sale dalla val Borzago per il 244, partendo dalla val Garzana-Sostino (1040m), e che collega con la m.ga Germenega alta (2015m);

infine dalle due vie che costituiscono il giro classico consigliato, e che qui documentiamo, e cioè dalla malga Campo (Caderzone), con un percorso che entra nella valle di S.Giuliano da Nord, dopo aver traversato da Est ad Ovest; infine dalla bocchetta dell’Acqua Fredda (1189m) che riporta in quel di Caderzone scavalcando a Sud dei due laghi.

A Caderzone Terme, sia all’ingresso, sia all’uscita del paese, si trovano le frecce per il Rifugio S.Giuliano, che vi portano alla strada di salita.

La strada è molto ripida e stretta, anche se asfaltata. Perciò non adatta a stomaci deboli come il mio, che la percorrono con il terrore di incontrare qualcuno che venga in senso opposto. Comunque, dove succeda, di solito ce la si sbriga ugualmente.

Vi sono tre grandi parcheggi: quello di malga Diaga (1413m), che si raggiunge andando diritti ad un tornante sinistrorso a circa 1350m, pieno di cartelli, meno quello che indichi questa malga; girando invece a sn (indicato rif.S.Giuliano), al prossimo tornante a dx, dove la strada cessa di essere asfaltata, a sn c’è il grande parcheggio di Pozza delle Vacche (1500m); proseguendo per la strada sterrata si giunge al parcheggio di “Pöc dali favc” (cosa significhi lo sanno solo i Caderzonesi ed i turcomanni), a 1660m.

Malga Diaga offre il percorso più breve e diretto, anche se con maggior dislivello; il parcheggio “Pöc dali favc” è sicuramente il più conveniente; il peggiore è la Pozza delle Vacche, e, naturalmente, qui abbiamo parcheggiato noi, sorbendoci 1,5 km di strada sterrata, con le macchine che ci passavano accanto.

Comunque la strada sale fino a m.ga Campo (1734m), dove divien sentiero che prosegue per 2 km nel bosco con sali-scendi continui, senza alcun guadagno di quota, spostandosi da Est ad Ovest. Alfine, salta finale verso Sud, alla m.ga S.Giuliano (1941m), dove si gode del panorama migliore: Carè, Presanella e Brenta. Altro saliscendi, ed infine i laghetti, collegati tra loro, con la chiesetta di S.Giuliano prima e poi il rifugio, proprio tra i due laghi. Dal rifugio siamo saliti fino di 100m per il sentiero per m.ga Germenega, sperando in uno splendido panorama, ma gli alberi che sorgono tutt’intorno anche lassù non ci han fatto vedere alcunchè. Ritorno mesti al rifugio e salita sotto un sole cocente alla bocchetta dell’Acqua Fredda, dopo aver costeggiato il lungo lago Garzonè. Giunti alla bocchetta (1189m), sosta per pranzo e poi discesa dall’altra parte (Est), fino allo splendido lago di Vacarsa (1912m) e poi alla m.ga Campostril (1830m), dove vi è anche un piccolo bivacco (a valle della malga).

Qui si sceglie il percorso in base al parcheggio: per m.ga Diaga o quello turcomanno “Pöc dali favc” , si prende un sentiero a sn, ben indicato e segnato. Per le Vacche, conviene seguire un tratto la strada selciata carrabile, che scende a precipizio. Dopo un poco (1700m), si trova un sentiero verso sn (“Sinter plan”, che dovrebbe dire “sentiero piano”, ma non è piano per niente). L’indicazione dice ancora “Pöc dali favc”, ma è scorretta, perchè prendendo quel sentiero e girando in discesa poco dopo ad un bivio, si giunge alla Pozza delle Vacche. Noi, invece, ingannati dal falso segnale, abbiamo proseguito per la strada, scendendo un centinaio di metri. Poi ci siamo pentiti e siamo tornati indietro, tra maledizioni varie e sospiri affannati, scegliendo la giusta strada. Se avessimo proseguito ancora per poco, saremmo giunti in località Martin de Fist, dove avremmo trovato un altro sentiero pianeggiante per le Vacche.

Il percorso è per tutti nel tratto m.ga Campo-lago S.Giuliano. Poi è per escursionisti semiesperti. I gitanti della domenica sono sconsigliati di percorrere questo tratto, cioè quello della b.tta Acqua Fredda. I laghi sono belli, ma ne ho visti di meglio.

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Distanza totale: 16208 m
Altitudine massima: 2173 m
Altitudine minima: 1508 m
Totale salita: 997 m
Totale discesa: -986 m
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