la Valsanguigno

la Valsanguigno è una splendida convalle della Valgoglio (o valle del Goglio), che cade da Ovest ad Est sul paese di Valgoglio, con una curiosa forma ad U. Dalla centrale Enel di Valgoglio (900m) sale verso Sud-Ovest fino al rifugio Gianpace (1331m); qui si dirige verso Ovest, quasi pianeggiante, fin sotto (Nord) il passo dello Zulino, dove gira decisamente a Nord-Ovest, salendo alla baita Prespone (2097m), dove rigira ancora verso Ovest per raggiungere il passo di Valsanguigno Ovest (2306m), a sinistra del pizzo del Farno (2506m), dall’altra parte del quale si apre il passo di Valsanguigno Nord (2379m).

La valle è contornata a Nord dal pizzo Salina (2490m) a Est e dal pizzo Pradella (2619m), ai piedi dei quali si stende una striscia di laghetti alti che vanno dal lago della Corna (2174m) al lago Gelato (2417m). a Sud, dopo il passo dello Zulino, sopra la baita val Parma di Sotto, troviamo la convalle che sale dietro il Campagano, mentre nella parte superiore troviamo il monte Corte (2493m) a Sud ed il pizzo Farno (2506m) che la chiude ad Ovest.

Accesso: risalendo la val Seriana, superato Ponte Seghe ed il successivo Ponte Nuovo, si trova sulla sinistra la deviazione per Valgoglio, bel paese a 900m di quota. Si supera il paese, proseguendo sulla via principale, fino ad una curva cieca a destra, subito dopo la quale si trova, a destra, la deviazione in salita per Bertolotti, luogo di partenza per i laghi di ValGoglio. Proseguendo invece diritti, in piano, la strada affonda nella valle, fino ad una bella centrale Enel, dove si parcheggia. Si passa davanti alla centrale e si supera un ponticello (tralasciando la via a destra, troppo lunga). Dopo il ponticello (bella fonte a sn), si attacca subito a salire nel bosco, per sentiero, traversando verso sinistra, fino ad uscire in un prato alla bella baita Sersen. Si prosegue ancora in salita, fino a giungere alla bella strada-mulattiera che sale in ValSanguigno, e che partiva appena prima del ponticello. La mulattiera selciata sale ripida, con bei tornanti, fino a passare rasente ad una bella cascata (1250m). Poi la pendenza cala notevolmente, fino a giungere alla deviazione a sn per il Rif.Gianpace (1350m), che sorge dall’altra parte del torrente. Questo primo tratto della valle, essendo rivolto a Nord, è sempre umido ed ombroso, ma adesso le cose cambiano in meglio. Si prosegue ancora per 500m, fino a quando il sentiero riinizia a salire verso destra. Subito si trova la deviazione a sn per il passo Zulino, che scende a fondo valle (in questo tratto il fondo valle è sempre invaso dalle acque, come l’Egitto alla piena del Nilo). Il sentiero di valle, invece, sale per un centinaio di metri, fino ad un bivio: a destra si prende un percorso che porta, aggirando il pizzo Salina, ai laghi di ValGoglio (lago Nero), mentre a sn prosegue il percorso principale di valle, che sale fino al pizzo Farno.

 

1) alla baita Prespone (2097m). Questo è il percorso principale di valle.  Superato il rifugio Gianpace (vedi sopra) ed il bivio a dx per il passo dello Zulino, si sale in direzione della  baita di Salina di Sotto (1610m). Si può sia raggiungere la baita, sia prendere una deviazione bassa a sinistra (attenti ai segni). Se si sale alla malga, si passa per il bivio dove parte, verso dx, il sentiero per i laghi di Valgoglio, passando per la baita Fraino di Sotto (1510m).Comunque i due percorsi si incontrano  a sinistra della baita Salina, dove il sentiero aggira a sn il monte Crapel e raggiunge la baita di val Parma di Sopra (1742m), e poi, dopo una salita a zig-zag piuttosto erta, si volge a sn, attraversa il torrente in prossimità di un laghetto e prosegue la salita. Superato un altro torrente, altro lungo traversone, ed infine, superato un ultimo gradone, si giunge alla bella spianata di baita Prespone. Qui si aprono tre possibilità: alla vetta del Pradella (2619m); al passo di Valsanguigno Ovest (2306m); al passo di Valsanguigno Nord (2379m).

2) ai passi di Valsanguigno (ed al pizzo Farno). Sopra baita Prespone la valle prosegue aperta, anche se resa difficoltosa da numerose dorsali che scendono longitudinalmente, che creano alternative di percorso. I due passi (Valsanguigno Ovest -2306m-  e Valsanguigno Nord -2379m-, detto anche passo del Farno) sono evidenti, l’uno a sinistra, l’altro a destra dell’acuminato pizzo Farno (2506m). Saliamo prima all’Ovest, da dove appare uno scorcio dei laghi Gemelli, a cui scende un sentiero. Dal passo  si può salire, a dx, alla vetta del Farno, ridiscendendo al passo Nord, cosa che noi non abbiamo fatto, un po’ perché eravamo già stanchi, ma anche perché tirava un vento fortissimo, da non stare in piedi. Allora abbiamo traversato sotto il Farno, a dx, per tracce di sentiero, fino al passo Valsanguigno Nord, che dà accesso al passo di Aviasco ed al lago Colombo. Da qui, dopo aver fatto una puntata dall’altra parte, siamo ridiscesi al Prespone direttamente. Bellissime rocce e bellissimo ambiente per geologi.

3) pizzo Pradella (2626m) dalla baita Prespone. Giunti alla baita, che si raggiunge attraversando perpendicolarmente la valle, si gira di poco a sinistra, avvicinandosi alla base del monte (rispetto al corso della valle, a destra), seguendo le indicazioni per il Pradella. Una scritta sulla roccia indica il lungo diagonale destrorso che porta al lago Gelato, conca di incantevole bellezza. Dal lago, seguendo i bollini bianchi, si sale per facili rocce fino alla base del cocuzzolo finale, dove attende un breve traverso esposto, prima della Croce di vetta.

4) al passo dello Zulino (1760m). Superato di un mezzo km il rif Gianpace, dopo una breve salita verso dx, si trova il bivio per il passo dello Zulino, con indicazioni scolpite da Pasini nella roccia. Si scende un breve tratto verso sinistra, poi si segue per poco il corso della valle sulla destra, per attraversare a sn, su comode passerelle. Giunti sotto il passo, che a quel punto è a Sud, si sale nel bosco per sentiero a zig zag, a tratti esposto su forre insidiose, ma mai difficile. Come abbiamo già visto nel capitolo di Valcanale, dal passo si può in breve raggiungere la vetta del monte Campagano.

5) al lago della Corna (2174m) e ai laghi Alti (2246m). Il lago della Corna si stende a Sud del pizzo Salina. Lo si raggiunge dalle baite di Salina di Sotto (1605m), sul percorso principale di valle. Giunti alle due baite accoppiate, si abbandona il percorso principale, girando a destra e portandosi ai piedi della costa destra (sin.orog.) del vallone che scende sulle baite, a dx del monte Crapel. Si sale per un tratto diritti, per sentiero, fino a giungere dove il sentiero si spiana e, girando a sn, attraversa tutto il costone, portandosi a fondo del vallone, dove si trova la baita Salina di Mezzo (1888m). Qui si passa davanti alla baita e si sale verso destra, risalendo ancora la valle, fino ai ruderi della baita Salina di Sopra (2020m) e poi al lago. Il sentiero e segnato con bollini rossi (Pasini). Dal lago della Corna, girando a sinistra, si sale ad un goletto che separa il monte Crapel dal Salina, ci si sposta sulla destra e, discesi dall’altra parte, si trovano i quattro/cinque laghi Alti, autentici gioielli. A questi laghi si può giungere per percorso alternativo, che permette un giro ad anello, di cui parlo nel prossimo punto.

6) ai laghi Alti di Valsanguigno (2246), dal vallone ad Ovest del Crapel. Seguendo il percorso di valle (nr.1), aggirando il monte Crapel sulla sinistra, si giunge alla baita di Val Parma di Sopra (1742m). Proseguendo nella salita, si giunge ad uno spiazzo, con laghetti, dove il sentiero principale gira a sinistra e supera il torrente. Noi, invece, giriamo a destra, innalzandoci per qualche decina di metri, finché troviamo un sentiero che risale in diagonale il vallone, stando sulla destra, e permette di scavalcare il primo salto di rocce. Poi il sentiero continua per rocce ed erba, in diagonale verso destra, seguendo il vallone, che porta al goletto dietro il Crapel, già visto al percorso precedente, ma dall’altra parte. Senza giungere al goletto, quando la pendenza lo permette e per tracce, si affronta il pendio erboso a sinistra, che conduce, superando un centinaio di metri, con percorso zigzagante, ai laghi Alti.

7) al lago Gelato del Pradella (2417m) dai laghi Alti. Abbiamo già visto che un percorso per questo autentico gioiello sale dalla baita Prespone (nr.3). Esiste anche un altro percorso che congiunge i laghi Alti al lago Gelato, permettendo la visita a tutti i laghi nello stesso giorno, ad esempio salendo ai laghi Alti per il percorso 6, andando al lago Gelato, tornando ai laghi Alti e scendendo dal lago della Corna, alle baite Salina (nr.5). Dai laghi Alti ci si sposta verso sinistra, fino all’ultimo a Ovest. Si attraversa un torrentello e ci si porta contro la montagna, trovando una salita da destra a sinistra, che porta sul costone sopra i laghi. Qui si trova un altro laghetto. Continuando a salire verso sinistra, si trovano tracce e segni che ci accompagnano fino al lago Gelato, per percorso sempre aperto e sicuro.

8) al goletto sopra i laghi Alti (2350m?). Dietro i laghi Alti, si può salire per percorso libero fino ad un goletto che segna la massima depressione sulla cresta che scende dal Salina verso Ovest. Da questo goletto mi è sembrato si potesse scendere da”altra parte, tra Salina e Pradella, nella conca del lago Gelt (ma non sono sceso). Breve escursione in ambiente incontaminato.

9) al lago Gelt del Salina (2282m). Il lago si trova a Nord del pizzo Salina, in una conca tra Salina e Pradella. Lo si raggiunge da Nord-Est, salendo dal percorso che unisce la val Sanguigno al lago Nero di ValGoglio. Bellissimo lago, in ambiente selvaggio quant’altri mai. Salendo in Valsanguigno, dopo il rif.Gianpace, arrivati in vista della baita Salina di Sotto, si trova il bivio a destra per il lago Nero di ValGoglio. Il sentiero passa accanto alla baita Fraine di Sotto (1598m), subito nei pressi, e poi alla Fraine di Mezzo (1649m). Poi il sentiero, attraversato un torrente su sponda un poco scivolosa, si arrampica su una grande spalla  con poggio panoramico, dove scende la cresta Sud-Est del Salina (possibile via di salita). Proseguendo, il sentiero si fa più stretto ed attraversa tutto l’erto versante Est del Salina, fino a sfociare nel vallone che scende a Nord del monte, verso Nord-Est. Qui si trovano ruderi ed un baitello (Fraine di Sopra?). Abbandonando il sentiero, girando a sinistra, e salendo nel solco del vallone, per tracce, segni ed intuizioni, si giunge al lago Gelt, normalmente gelato, come indica il nome, ma splendido. Sopra, a Nord, incombe il Pradella, dove ci può condurre un sentierino segnato, che sbuca su di una spalla prima della vetta. Tornati a valle, si riprende il sentiero per il lago Nero che, dopo un tratto attrezzato, sbuca su una lunga condotta che conduce in piano alla diga del detto lago (2100m). Si torna per la ValGoglio, fino a Bortolotti da dove si può, sia per mulattiera, sia per strada, tornare alla centrale Enel di parcheggio.

9a) al lago Gelt da Valgoglio. Rispetto al giro ad anello già descrittoqui sopra, il percorso fatto al contrario, cioè partendo da Bortolotti di Valgoglio, risulta più corto, pur se costringe ad un rientro per la stessa via. Saliti fino al parcheggio di Bortolotti (1180m), dove è stato aperto anche un largo parco a pagamento (non posteggiate fuori dalle righe, perchè son dolori), si sale fino al lago Nero (2000m) per la consueta via, ben segnata. Qui, giunti alla sommità della diga, si trova il bivio che, verso sinistra, porta al rifugio Gianpace in Valsanguigno, oltre che al Pradella. Si segue la comoda condotta, che porta in piano per 1500m fino al bivio per il Pradella, e qui si prosegue, girando verso sinistra, ed affrontando un tratto attrezzato di circa 200m che supera un balzo roccioso che parrebbe intransitabile. Il percorso non è difficile, perchè ben attrezzato e gradinato, anche se all’inizio la corda metallica sta circa all’altezza delle caviglie (pochi metri). Superato il tratto ferrato, si prosegue in piano per circa un km, fino ad entrare in un ampio vallone, con numerose costruzioni di contenimento dell’acqua. Qui si trova, ben segnato, il sentiero per il lago, che, con bolli bianchi ed ometti, vi conduce a destinazione (prima si sale sulla destra del torrente, poi lo si attraversa e, a sn, si affronta un facile canalino che supera il gradino roccioso, portando ad un bel piano inclinato. Gli ultimi 50 m sono più erti, poi si arriva. Il lago aveva ancora (metà settembre) un bell’isolotto di ghiaccio. Bellissime le rocce rosse, gialle e di altri colori, che ne fanno cornice. Sicuramente uno dei più bei laghi alpini che conosca, se non il più bello. La giornata nebbiosa non ha sminuito la bellezza del luogo.