il monte Baldo

Il monte Baldo costituisce la sponda orientale del lago di Garda, nella parte settentrionale, dove il lago si stringe in una lunga striscia. Il monte sorge a Sud dalla pianura, mentre a Nord è nettamente separato dai monti settentrionali dalla valle del Loppio, che collega l’alto Garda alla valle dell’Adige. La prima vetta a Nord è il monte Altissimo di Nago (2079m), che si stacca dal resto del Baldo perché separato da una vasta sella, la bocca di Navene (1425m). Più a Sud, invece, il Baldo è costituito da una lunga cresta, che rimane tra i 2000 ed i 2200m. Le vette più alte sono cima Valdritta (2218) e p.ta Telegrafo (2200m). A Sud di quest’ultima, superate in breve tre vette minori, la dorsale inizia a scendere piuttosto dolcemente, con la cresta di Naole, fino all’ultima altura, Crocetta del monte Creta (1023m), che segna il punto più a Sud.

Il Baldo è raggiungibile in più punti con diverse funivie e da svariati sentieri; è percorso interamente, da Nord a Sud, da un percorso alpinistico, per EE nella parte Nord ; vi sorgono vari rifugi, tra cui, a Nord, il Damiano Chiesa (2059m), sull’Altissimo; i rifugi Baita dei Forti (1752) e la Capannina (1770m) alla Colma di Malcesine; il Chierego (1911m) ed i Fiori del Baldo (1815m), all’estremo Sud.

I punti di accesso privilegiati sono: a Nord il paese di Avio, sull’autostrada del Brennero e Malcesine, sul lago di Garda. A Sud la località di Caprino Veronese (raggiungibile dall’uscita autostradale di Affi) permette di raggiungere ad Est Ferrara di monte Baldo, e ad Ovest la località di Prada Alta, punti di partenza di numerosi sentieri di salita.

  • da Avio: una comoda strada asfaltata porta fino a bocca del Creer- rif. Graziani (1617m), da dove si raggiunge facilmente l’Altissimo di Nago; proseguendo, la strada si abbassa fino alla bocca di Navene (1425m), da dove si può salire verso Nord sull’Altissimo, verso Sud a cima Ventrar (1751m) ed alla Colma di Malcesine. La strada prosegue poi, costeggiando da Est l’intera catena, fino a raggiungere Ferrara del Baldo
  • da Malcesine: una comoda funivia porta alla Colma di Malcesine (1750m), punto di partenza della traversata del Baldo.
  • da Ferrara del Baldo: si sale per strada fino a 1250m (rifugi Novezzina e Cedron), dove parte un sentiero per p.ta Telegrafo, mentre più avanti, superato il Cavallo di Novezza (1433m), parte un altro sentiero che sale più a Nord, adatto per raggiungere cima Valdritta
  • da Prada Alta parte il percorso che, salendo per la cresta di Naole, porta ai rifugi Fiori del Baldo e Chierego ed alla partenza Sud della traversata del Baldo.

escursioni documentate:

1) sull’Altissimo di Nago (2079m); poichè si può salire su questa cima partendo dai 1617m della bocca di Creer, per comoda strada militare, l’ascesa è per tutti. Io consiglio di partire dalla bocca di Navene (1425m) e risalire la cresta Sud, per poi scendere alla bocca di Creer e tornare a Navene lungo la strada. Qui giunti dovrebbe restarvi fiato per salire a cima Ventrar (1751m), e contemplare l’Altissimo (monte) da Sud.

2) mini-traversata del Baldo dalla Colma di Malcesine a cima Valdritta con ritorno ad anello. La traversata integrale del Baldo (dal rif. Chiesa all’Altissimo al rif. Chierego, con relative salita e discesa a valle) è lunghissima, per lunghi tratti noiosa e comporta la necessità di un ritorno al punto di partenza con mezzi pubblici o di fortuna. Propongo una mini-traversata, con ritorno ad anello, che percorre tutto il tragitto alpinistico più interessante. Da Malcesine si sale in automobile alla fermata intermedia della funivia, in località S.Michele. In funivia si sale fino alla Colma di Malcesine – baita dei Forti (1752m). Qui, discesi in breve a bocca Tratto spino (1720m) si prende il sentiero di cresta verso Sud e si sale fino a cima delle Pozzette (2132m). Fin qui il sentiero è facile, per tutti; da qui inizia invece un percorso semi-alpinistico, con tratti ferrati e talora esposti. Sotto cima Longino si sale per lastroni attrezzati, poi si passa sotto la vetta e si ridiscende; infine si attraversa il versante Est di cima Valdritta, per sentierini sfasciumosi, per risalire ad incontrare la strada militare, larga e sicura, che porta al rif. Telegrafo e al Chierego. L’incrocio avviene proprio al bivio dove, a destra, sale la bella via di cima Valdritta; cento metri più sotto si trova l’incrocio a sn, con indicazione La Fontana – Piombi – S.Michele. Come avrete già intuito, si tratta proprio del S.Michele dove avete lasciato l’automobile. Si scende nella splendida Valdritta, la valle a Sud dell’omonima cima, dove incontrerete più camosci di quanto avete bisogno; giunti nella conca, si gira a destra e si risale ad una bella spalla, chiaramente visibile (la Guardiola) e si inizia una lunga discesa verso destra (Nord), che porta prima alla località La Fontana (1300m), dove, a sn, si trova l’unica acqua del percorso; poi alla riserva dei Piombi (1154m), ed alfine, per comoda strada, alla stazione della funivia di S.Michele (563m), che si raggiunge scendendo da Nord, avendola la strada aggirata da sopra.

3) su cima di Valdritta (2218m); si tratta della cima più alta del gruppo, raggiunta da una splendida strada scavata nella roccia dagli Alpini. Da Ferrara del monte Baldo (che si raggiunge da Caprino Veronese, passando da Spiazzi), si prosegue sulla strada che attraversa il paese e sale verso Nord, agli alberghi-rifugi sotto il versante Est del Baldo, Novezzina (1235m), Cedron (1306m) e Novezza (1390m). Sorpassato il rif.Novezza, si supera la sella del Cavallo di Novezza (1433m) e si prosegue fino a trovare il cartello che annuncia la Provincia di Trento. Poco dopo, nei pressi di due spiazzi per parcheggiare, parte, a sn, il sentiero per il rif. Telegrafo e cima Valdritta.

Si segue il sentiero che, dopo una breve salita, prende verso sn in un lungo tratto semipiano, fino a raggiungere un bivio segnato; andando diritti si va al rif.Telegrafo, per un sentiero molto accidentato (nr.652); noi giriamo a destra (nr.66), per un percorso che guadagna rapidamente quota fino a sbucare sulla strada orizzontale che percorre la cresta del Baldo, a quota 2000m. Si gira verso destra e, in meno di un km, per un percorso a saliscendi, si giunge al passo di Valdritta, subito dopo il quale si stacca a sn il sentiero per cima Valdritta, un bel percorso militare a tornanti stretti che porta alla vetta. L’ultimo tratto, sbucati sul versante Nord-Est, può essere affrontato con una breve salita a sn o avanzando fino ad una grotta e ritornando indietro in diagonale sn alla vetta. La vetta consiste in una cresta di una trentina di metri, tutta percorribile.

4) ai rifugi Fiori del Baldo e Chierego (1815-1911m) da Prada, per la cresta di Naole; Prada è una bella località caratterizzata da un lungo altipiano che da Prada Alta (1013m) si estende verso Nord, ad Ovest della cresta meridionale del Baldo per più di 2 km. Si raggiunge per strada asfaltata da Caprino Veronese, attraverso il paese di Lumini, per chi viene dall’autostrada, o da S.Zeno di Montagna per chi venisse da Garda. In località Prada (900m), subito dopo il primo cartello indicatore della località, si stacca a destra una stradella, pure asfaltata, che sale fino a Due Pozze, o Dosso dei Cavalli (1300m). Qui si parcheggia in ampio spiazzo e si prende la vecchia strada militare che sale ai rifugi in 7 km. A metà del percorso, in un tornante, si trova sulla destra un sentiero indicato per Naole, che conduce sull’ampia dorsale prativa del monte, dove si sale parallelamente alla strada, passando accanto a vecchie malghe, fino al forte di Naole (1675m). Proseguendo, si torna a prendere la strada militare proprio sotto il Fiori del Baldo, subito dopo il quale troviamo il,Chierego. Dai rifugi partono due percorsi, ad Est e ad Ovest della sovrastante cima Costabella, che portano al Coal Santo ed al rif.Telegrafo.

5)  punta Telegrafo (2200m) per il sentiero Agostino Goiran, e la valle Osanna con traccia GPS. Da Ferrara del Baldo si sale fino al rif.Novezzina (1235m); si superano due tornanti e sull’ultimo verso destra si parcheggia nello spiazzo, con cartello descrittivo. Qui parte il sentiero per il Telegrafo. Il sentiero sta in un primo tempo a destra del vallone Osanna, poi si sposta a sinistra, e sale con larghi tornanti tra i mughi. Giunto ai 2000m, sotto p.ta Sascaga, dove incrocia il percorso da Nord a Sud, gira a destra e si porta ad una bocchetta, dietro la quale si scende in pochi passi al rif.G.Barana al Telegrafo  (2147m), mentre salendo per la cresta si giunge in vetta. Discesi al rifugio, si può traversare sotto punta Sascaga sul versante Ovest per un sentierino attrezzato, per poi salire verso vetta delle Buse (2152m), per bel percorso tra roccioni, da dove contemplare il Telegrafo di fronte a Nord ed il rif.Chierego in basso a Sud

5a) punta Telegrafo da Prada per la val Nogare con traccia GPS, e giro ad anello. Saliti a Prada da Caprino veronese, si prosegue diritti lungo la strada asfaltata fino ad una salita, che termina con un piccolo parcheggio sulla sinistra (1170m), dove inizia a scendere nella valle di Trovaj. Qui si parcheggia, e si prosegue a piedi sulla strada asfaltata, scendendo per breve tratto ed entrando nella suggestiva val Trovaj, per la strada scavata dal V Zappatori (targa). Superata la valle, si prosegue in leggera discesa ancora per un 200m circa, fino a trovare la chiara indicazione  a dx per il rif.Telegrafo. Qui inizia un percorso ben indicato (due incroci: al primo si gira a sn, al secondo a dx) che porta fino al bivio (1500m) per il Forcellino  (sn) o per il rif.Telegrafo (dx). I due percorsi si riincontrano più in alto, nelle vicinanze del rifugio, ma quello per il Forcellino è un poco più impegnativo, con tratti attrezzati. Seguendo quello di destra, si incontra più in alto una deviazione (1770m) a dx per la ferrata delle Taccole e per b.ta Buse (da dove passeremo). Si prosegue diritti fino al rifugio ed alla vetta del Telegrafo (2200m). Si ridiscende e si prende il sentiero per il rif.Chierego (vi sono due possibilità, l’una  a dx di cima Sascaga, per EE, l’altra, più semplice, a sn. Comunque si segue la strada militare Nord-Sud fino a punta delle Buse (2150m). Da qui, il percorso più tranquillo per tornare al parcheggio prevede di passare per il rif.Chierego, il rif.Fiorii del Baldo, malga Valvaccara e b.ta Buse. Un poco avventurosamente, tra p.ta Buse e Coal Santo ho preso a dx per il sentiero della Pastora (indicato), che aggira il monte più in basso e va verso il Fiori del baldo, ma permette una discesa per prati che porta nei pressi di b.ta Buse (1621), che si raggiunge girando a dx (si può scendere anche prima, direttamente su b.ta Buse, appena la si vede).

Da b.ta Buse si scende per prati, stando a dx. In fondo al prato, sulla dx, si trova il sentiero che riporta al parcheggio, seguendo sempre il ciglione sn della val Trovaj.

6) a Prada alta da Brenzone per Campo (1014m); bella passeggiata primaverile; a Sud di Brenzone si stacca dalla Gardesana, tornando all’indietro, una stradella asfaltata che sale a Biasa e Fazor, frazioni di Brenzone a circa 200m di quota. La strada sale dapprima verso Sud, poi gira a Nord e prosegue quasi pianeggiante fino alle località suddette, dove parcheggerete con difficoltà. Dal paesino si stacca, sul tornante, un percorso pianeggiante per mulattiera per Campo (234m), un vecchio centro disabitato, ricco di fascino, con una bella chiesetta affrescata (S.Pietro in vincoli). Da qui, verso destra, parte una mulattiera ben selciata che sale al santuario di S.Antonio delle Pontare, e da qui, proseguendo, fino a Prada alta, per boschi e cascinali ben tenuti. A Prada si arriva sulla strada asfaltata e si gira a destra, seguendola in piano per circa un km, fino a trovare sulla destra l’indicazione del percorso di ritorno, che riporta, sempre per mulattiere selciate, passando accanto ad antichi fontanili a volta, a Blasa Fazor, proprio all’incrocio per Campo. Qui ritroverete la vostra automobile (sempre non abbiate parcheggiato in mezzo alla strada).

7) alla Crocetta del monte Creta (1023) da Lumini (700m); altra bella passeggiata; superato il paesino di Lumini, si trova una stradella pianeggiante a destra. Parcheggiate e proseguite a piedi, seguendo le indicazioni per Crocetta (nr 53). Superata la zona abitata, il sentiero sale nel bosco, affronta un tratto pianeggiante verso dx, e giunge sotto la Croce, che dà il nome al risalto su cui sorge. Raggiuntala, si prosegue per il sentiero segnato alle sue spalle, che ritorna verso sinistra e sale per dorsale verso il Baldo, raggiungendo una malghetta ben tenuta (la Fabbrica?); qui si prosegue verso il monte, girando versa sinistra, e poi, per un valloncello a dx  si raggiunge la malga Colonei di Pesina (1367m). Il ritorno per larga carrareccia segnata. Nell’ultima parte, dalla malghetta a Colonei, i sentieri vanno cercati, perché un poco si perdono.

8) alla Madonna della Corona (700m); il santuario, del 1530,  è situato sotto Spiazzi, in un incavo scavato nella roccia strapiombante. Un tempo era raggiungibile solo da Brentino sull’Adige, ma ora una comoda strada scavata nella roccia permette di raggiungerlo con facilità sia dal centro di Spiazzi (presso la fontana), sia dall’albergo 200m. dopo il paese. Dedichiamo alcune immagini a questa località, nota sia ai fedeli, sia ai botanici, per la presenza, sulle sue rocce, della rarissima Campanula petraea.

9) al monte Cordespino (638m) e Forte S.Marco. Interessante percorso, che prevede un anello partendo dalla frazione di Canale di Rivoli, sale fino al passo di Pozza Gallet, a Nord del Cordespino, e scende per cresta fino al Forte S.Marco, toccando la vetta del monte Cordespino (638m); dal Forte, poi, si scende a Zuane per la bella strada militare. 

9a) monte Cordespino e Castel Presina da Lubiara. Poichè nell’escursione precedente, per un errore di percorso, non avevo raggiunto la vetta del monte, vi siamo tornati per altro percorso, con esplorazione aggiuntiva.