Dopo aver esplorato la ValBona e poi la ValFredda, senza mai incontrarvi anima viva, ho pensato di cercare un passaggio tra le due vallette, per un giro ad anello che salisse da ValBona e scendesse da ValFredda. Salendo la ValBona dal lato ds orog. (cioè a sn per chi sale) avevo visto che sul lato opposto vi è, a mezza altezza, una lunga balconata erbosa che sale dolcemente fino al termine della valle, aggirando la catena montuosa nel punto più alto. Dalla ValFredda, poi, salito sulla cresta che divide l’una valle dall’altra, avevo visto dall’alto questa bella e larga balconata, che giungeva nella spianata finale di valle, sotto il passo di Valfredda, da dove poi avevo disceso la ValFredda dal lato sn orogr.
Quindi, pensavo, trovando il sentiero per salire alla balconata, il giro tra le due valli era cosa fatta, ritornando dalla ValFredda per il percorso della volta scorsa. Il problema è che in ValBona non ci sono sentieri segnati, per cui non sapevo da che parte è più conveniente salire. Ma la volta precedente avevo visto che, all’imbocco del primo canyon (vedi relazione) partiva un sentiero verso destra che potevo supporre mi menasse fino alla balconata superiore. Partivo quindi per l’impresa fiducioso nella sua buona riuscita.
Purtroppo la giornata non mi soccorre, trovando i monti immersi nella nebbia. Mi ripropongo perciò di giungere a malga ValBona e lì, se la nebbia ancora durasse, tornarmene a casa, evitando di ficcarmi nella nebbia per sentieri sconosciuti. Il Tempo, informato di questo mio proponimento, decide di tirarmi un bello scherzo e, giunto io a ValBona, di colpo apre le cortine del cielo e mi illude di una bella giornata solatia, come quelle delle settimane precedenti. Pertanto mi avvio per la valle. Salendo, mi par di vedere qualche possibilità di giungere al balcone superiore anche prima di dove pensavo, ma, memore del bel sentiero visto, non mi faccio turlupinare, e proseguo per il luogo già deciso.
Nel frattempo la nebbia, opportunamente ammaestrata, mi si chiudeva nuovamente addosso, e non mi mollava più fino al mio ritorno in Bazena.
Oramai, però, mi spiace ritornare indietro, e proseguo ugualmente, fidandomi della traccia del Garmin e di OutDor sul cellulare, che mi guidano come fecero per il capitano del Titanic.
Prendo pertanto il sentiero che affronta il versante da salire, il quale, inopinatamente, cessa di colpo dopo non più di cinquanta metri, mollandomi in un canalino erboso che sale precipite verso un cielo invisibile.
Dopo una settantina di metri (di quota), percorsi con una certa apprensione (l’erba, fortunatamente, non è scivolosa, ed il piede tiene bene sulle toppe), sbuco sulla cengia superiore, un vastissimo pianoro che sale dolcemente verso sn, dove trovo anche un evidente sentiero che prendo a sn, verso la salita, ma che, probabilmente, giunge pure a fondo valle, dove si sarebbe dovuti partire. Mi ripropongo di tornare un’altra volta, salendo da ValFredda e scendendo proprio da quello, per vedere dove finisce (o comincia).
Giungo così con facilità al grande pianoro di testa di valle, dove, girando a destra un po’ alla cieca, mi ritrova sul sentiero di ritorno, già percorso la settimana prima. Qui penso di aver finito il mio patire, ma non è così. Nella nebbia il sentiero, inesistente sul terreno e ricco di giravolte per aggirare gli ostacoli più vari, si fa perdere in continuazione, come succede sulle strade con troppe rotonde. Cosicché decido di salire sulla sn fino a raggiungere la mulattiera della ValFredda, dove non ci si può più perdere. La salita è solo di 50m, ma l’ultimo tratto è proprio erto, e poi non si vede il sentiero sovrastante. All’ultimo, però, giunge una provvidenziale signora (non è Nostra Signora, non temete, non ho ancora le visioni) che, dal sentiero, mi mostra che questo è a pochi metri. Scendo per la mulattiera fino al passo dell’Asino, dove, approfittando di una schiarita, mi ributto giù per i pendii e, trovando pure un bel sentiero non segnato, giungo al lago di ValFredda superiore, da dove, sempre alla cieca, ritorno a malga ValFredda e da qui a Bazena.
Max elevation: 2249 m
Min elevation: 1793 m
Total climbing: 539 m
Total descent: -550 m