di qua e di là dell’Isarco

Cime che sorgono a destra o a sinistra della valle che da Bolzano sale al Brennero

 

1) monte Villandro (2512m). Valle Isarco-val Sarentino (BZ). Sorge tra la val Sarentino e il grande altipiano del Renon, sopra la Villander Alm, o Alpe di Villandro. Si sale al paese di Villandro (880m) uscendo dall’autostrada del Brennero a Chiusa e tornando un poco indietro. Dal paese si prende la strada per l’Alpe, e si sale fino a 1750m, dove si trovano ampi parcheggi a pagamento (parcometro). Si sale per la bella strada sterrata, seguendo le indicazioni per Gasserhütte e per la Totenkirchl (chiesetta dei morti), attraversando ampi pascoli, con di fronte le vette del Latemar e del Catinaccio. Si sale fino alla chiesetta (2186m), dove si gira a sinistra, un poco all’indietro, salendo al vicino Totensee o Lago dei Morti (2208m). A destra del lago sale un sentiero che con due tornanti porta sulla spalla Sud-Est del monte, che si segue fino alla vetta, avendo sulla sinistra un’ampio pianoro costellato di laghetti (Koenigslacken). Sulla vetta grande croce e bella rosa dei venti. Al ritorno, dopo un passaggio per i laghi, si torna sulla spalla e la si segue fino al goletto denominato Gasteiger Sattel o Sella dei Sentieri, dove, girando a sinistra, si ridiscende nella piana, tornando alla strada di salita, nei pressi del parcheggio.

1a) monte Villandro nella neve. Per salire al Villandro con la neve, il percorso più opportuno è per la Sella dei Sentieri (Gasteiger Sattel), che si raggiunge facilmente girando a sinistra poco dopo la partenza, alla locanda Moar-in Plun Alm (nel caso portarsi un interprete). Comunque tutto è ben indicato. Dalla sella si segue la cresta fino alla vetta, con qualche passaggio un poco stretto, ma sostanzialmente facile.

2) Tellerjoch Spitze (2563m). Val Sarentino (BZ). La val Sarentino cade da Nord su Bolzano, e la si raggiunge attraversando la città, stando attenti alle indicazioni. Risalita la valle fino ad  Astfeld, o Campolasta, si prende a destra, per la Durnholzer Tal, o valle di Valdurna. La si risale fino in fondo, al paesino ed al lago di Valdurna (1558m). Si parcheggia a sinistra, poco prima del paese. La cima domina il lago da Nord-Est, anche se la Croce che si vede per prima dal lago non è la sua, ma quella di una cimetta precedente, e ben più bassa (Wetterkreuz, o Croce del (bel) Tempo). Si costeggia il lago sulla sinistra, fino a trovare la strada che sale, con indicazioni per Latzfonzer KreuzSanta Croce di Latzfons, un passo a 2370 metri, sulla destra del lago. La si segue, anche per scorciatoie indicate, fino al bivio a sinistra per il Tellerjoch, un passo a 2520m. Si risale per sentiero ben indicato, fino a portarsi alla destra della vetta, che affianca il passo. Qui, prima di superare la Croce, si abbandona il sentiero, verso sinistra, e si sale per percorso libero e tracce, un poco all’indietro, fino alla cresta e poi in vetta, sormontata da una grande Croce. Occorre fare attenzione che, più in basso, vi è un’altra Croce al Wetterkreutz (Croce del Tempo atmosferico) a 2021m, da non confondere con l’altra, ben più in alto; comunque, il sentiero non vi ci porta.

3) Ritzlar spitze (2528m). Valle Isarco-Chiusa (BZ). La cima di Ritzlar sorga sopra il rifugio di S.Croce di LatzfonsLatzfonserkreuz Hütte (2311m), nei pressi della poco maggior cima di S.Cassiano – Kassianspitze (2581m). Usciti dall’autostrada a Chiusa, si prende la strada per Latzfons, che parte dal paese. Raggiunto il borgo, si prende la strada indicata per il rifugio, che sale fino a 1500m, dove ci si ferma e parcheggia. Si prosegue per sterrata fino alla Krausner Hütte – rif.Chiusa (1923m), dove si prosegue per il Schutzhütte Latzfonserkreuz (2311m). Il sentiero per il Ritzlar parte dietro il rifugio, ed è aiutato da alcuni tratti di catena. Bella Croce di vetta e bel panorama.

4) Sciliar-monte Pez (2564m). Valle del Ciamin (BZ). Il monte Pez è l’altura più alta dell’altipiano che corona il massiccio dello Scilliar. Credo che la strada più corta per salirvi sia il sentiero n.1 dall’Alpe di Siusi, ma noi ne indichiamo un’altro, sicuramente più bello. Da Bolzano si prende la strada statale per il Brennero, e dopo pochi chilometri si incontra la deviazione per Siusi -Castelrotto. Salendo per questa, si trova in breve un’altra deviazione a destra per Tires. Saliti a questo paese, lo si attraversa e si raggiunge S.Cipriano e poi Bagni di Lavina Bianca (Weisslahnbad). Qui si parcheggia, dopo un tornante a sinistra (1141m), proprio all’imbocco della bella valle del Ciamin, che sale verso Est. Sul tornante si trova una collezione di indicazioni, due delle quali indicano “Bärenfalle – Rif.Bolzano 2″. Si prende per queste, e si inizia subito a salire sulla costa del monte, andando verso destra. Dopo breve si entra in un profondo vallone, che sale erto fino al Bärenfalle, o Salto dell’Orso, dove si supera un tratto di vallone su scalette  e ponticelli di legno, molto caratteristici. Superato il Salto, si sbuca alla Sella Cavaccio – Tschafaschsattel (2061m), ai margini di un ferro di cavallo, aperto a sinistra, che si deve percorrere con un lungo giro a destra, per poi iniziare a salire per la grande spianata che precede il rif.Bolzano (2457m). Da qui al retrostante Pez vi sono solo 100m di salita, su sentiero sassoso.

5) rifugio Bergamo (2119m). Valle del Ciamin (BZ). Si sale a Bagni di Lavina Bianca – Weisslahnbad come nel percorso precedente. Qui parcheggiati, consultato il palo dei cartelli indicatori bilingui, si tiene bassi a destra, scendendo fino al fiume, che si attraversa più avanti, in occasione di un bel ristoro alpino (malga Ciamin). Subito dietro, anzi passando attraverso, si prende la strada per la valle del Ciamin e per il rifugio Bergamo. Si sale per sentiero fino ad incontrare una strada sterrata che si addentra nella valle, fino a ché questa si apre in prati con malghe e panchine – Rechter Leger (1608m). Si prosegue sulla sinistra del fiume, circondati da belle cime dolomitiche, fino ad incontrare sulla sinistra la valle Bärenloch – Buco dell’Orso, prendendo la quale è possibile raggiungere il rif.Bergamo con un giro più alto ed alpinistico. Noi, prudentemente, continuiamo diritti per la valle che qui cambia nome in Grasleitental. Qui la strada divien sentiero e inizia a salire più decisamente, fino a portarsi su di una spalla, di fronte alla quale sorge il rifugio, per raggiungere il quale si deve scendere un tratto. Dietro il rifugio si può continuare la salita, entrando in una grande conca circondata da pareti, tra le quali, a Sud, il Catinaccio di Antermoia, bella cima, con due ferrate che ne permettono una splendida ascensione, ad anello. Nella conca scendono vari sentieri, buoni per mete più ambiziose (tra cui quello proveniente dal Buco dell’Orso, incontrata più sopra).

6) passo di Vizze (2276m). Val di Vizze (BZ). La val di Vizze – Pfitcher Tal è una splendida valle alpina che cade da Nord-Est su Vipiteno. Ha il suo centro nel borgo di S.Giacomo (1446m), località che offre la possibilità di lunghe e pianeggianti piste di fondo in inverno e belle ascensioni sia invernali (scialpinismo) che estive. La strada principale sale fino al passo di Vizze-Pfitscher Joch (2148m), raggiungibile in automobile negli anni addietro. Oggi si viene fermati prima, ma esiste la possibilità di un bus navetta. Nel punto di parcheggio (Arzwände), si può prendere un sentiero-scorciatoia per il passo, oppure seguire la strada che sale più dolcemente. In tal caso si passa ad un tornante sinistrorso, dove si incontra il sentiero per il bivacco Günther Messner (2419m), sotto le imponenti seraccate del Gran Pilastro – Hochferner (3509m). Qui potrete leggere una impressionante lapide con l’elenco dei caduti di quel monte e dintorni. Al passo un bel rifugio accanto a incantevoli laghetti. Andando verso destra potete salire con facilità alla Rotbachlspitze (2895m). Un altro sentiero, verso Ovest, conduce a mete più lontane. A Nord-Ovest del passo domina la Hohe Wand Spitze (3289m), preceduta dalla Grawand (2986m) e Grawandkofel (2834m), ricche di minerali; appena di là dal confine lo Schrammacher (3410m). Io ero solo in cerca di fiori, e son salito al Kellerkopf (Testa della Cantina) (2648m).

7) giro del Sassolungo, con traccia GPX. Passeggiata non lunga (3,5 h, dal Demetz) e per tutti, ma in ambiente di incomparabile bellezza. Per i pigri o frettolosi, dal passo Sella (2180m) si prende la ovovia (che emozione…) che sale al rif.Demetz (2685m), in una stretta gola tra la vetta del Sassolungo (3081m) e la Punta Cinquedita (2996m). Chi volesse salire a piedi, lo può fare per un bel sentiero a tornanti stretti, che allungherà il percorso di un’ora e mezza. Dal rif.Demetz si scende nel vallone che va verso Nord-Ovest, con una discesa erta ma su un sentiero ben tenuto e segnato. Unica attenzione: occorre informarsi sulle condizioni della neve, presente fino a tarda stagione, per eventuale attrezzatura. Allo sbocco del vallone si trova il rif.Vicenza al Sassoluingo (2252m), dove si prende verso destra, sempre in discesa, la lunga via che riporta al passo Sella in circa 2 ore e mezza, se non ci si ferma a fotografare ed ammirare. Il sentiero, sempre perfetto, prima scende, poi risale, poi sale e scende, senza annoiarti mai. Si risale, brevemente, fino alla forcella Ciaulong (2177m), dove si prende il sentiero più a destra (per il passo Sella ci sono due possibili vie, segnalate), che costeggia sempre le imponenti pareti, fino a risalire al rif.Comici (un rifugio tutto da ridere, visto che sembra il bar del Duomo). Dal Comici, in 40 min. si arriva alla stazione dell’ovovia, passando per la cosiddetta Città delle rocce, un complesso di enormi roccioni, tra i quali serpeggia il percorso..

8) Sasso Piatto (2958m), dal passo Sella, con GPS. Giunti al passo Sella (2180m) si può parcheggiare a pagamento di fronte all’albergo, o salire ancora un poco verso il vero passo (2223m), cercando uno spiazzo libero, come abbiamo fatto noi, guadagnandoci 40m in meno di salita e 500m in più di strada attraverso i prati (oltre a 5 euro). Si prende la strada indicata per il rif.Salei (2224m), che si raggiunge in circa un km. Si prosegue fino alla Forcella Rodella (2313m), dove noi abbiamo fatto una deviazione, assolutamente facoltativa e sconsigliabile, fino alla vetta del Col Rodella (2484m), passando vicino al rif.Des Alpes (2396m). Aumentato così di 150m il dislivello complessivo, all’inutile ricerca della fantomatica Gentiana prostrata, siamo tornati alla Forcella, proseguendo verso il vicino rif.Federico Augusto, caratterizzato da un’imponente Vacca lignea. Qui inizia il sentiero Friedrich August, che ci porterà, con una serie infinita di saliscendi, prima al rif.Pertini (2285m) e poi al rif.Sassopiatto (2300m). Giunti però in vista del secondo rifugio e della Malga Sassopiatto, appena iniziati a scendere per l’ennesima volta, si trova una deviazione a destra, non indicata nè segnata, ma ben visibile, che sale diagonalmente in un vallone e, dopo aver superato un gradino roccioso con facile arrampicata (qui si trova acqua corrente), si porta in una grande conca prativa, abitata da simpatiche marmotte. Superata la conca e saliti al goletto sovrastante, si incontra il percorso ufficiale che sale dal rifugio Sassopiatto. Accorciata così l’interminabile marcia di avvicinamento, si inizia a risalire la pala rocciosa che, con pendenze sempre accessibili a tutti, porta fino alla vetta, per percorso mai esposto, con brevi passaggi su roccette elementari. L’ultimo tratto è un  poco più erto, ma senza vere difficoltà. Poco prima della cima si incontra la via ferrata Schuster che sale dall’altra parte, dal rif.Vicenza, che sforna lunghe teorie di alpinisti che poi vi scendono incontro.

Altri 10 metri e si è alla grande Croce di vetta. Ritorno per lo stesso percorso.

dislivello: 1100m; difficoltà E. 

9) Radelspitze. (2422m)  La val Sarentino, che sale verso Nord sopra Bolzano, in località Campolasta  (Astfeld) si divide in due: il tratto maggiore prosegue a sn (Ovest), con il nome di val di Pennes (Pennestal), mentre a destra (Est) sale la Valdurna (Durnholzertal), che termina con l’omonimo lago dopo una decina di km. Tra le due valli corre una catena di cui cima Rodella (Radelspitze o, dialettalmente, Radlspitz – 2322m) costituisce la prima e maggior cima. Vi si può salire dalla cresta Sud, partendo da malga Genter (Gentereralm), e passando per una anticima, Leiterspitze (2375m), ovvero dalla cresta Nord, superando un breve tratto ferrato (catene), non difficile ma non banale. Noi abbiamo seguito questa via. Sotto la vetta si apre un bellissimo laghetto (Radelsee – 2300m).

Giunti a Campolasta, si prende a dx per Valdurna. Si prosegue per circa 8 km, quando si trova una strada (asfaltata) che scende a sn (cartello turistico per Radlspitz-Radlsee). Si supera il torrente Durnholzbach e si risale dall’altra parte per cento metri, fino a un tornante a sn. Da qui si va sempre diritto (si evita la curva a dx successiva), anche in leggera discesa, fino ad un tornante a dx, poi uno sn e infine un incrocio con strada sterrata che sale a dx all’indietro (cartello Radlspitz-Radlsee). Qui si parcheggia (divieto dopo 50m). Siamo a circa 1550m. Si sale per la sterrata con altri tre tornanti, fino alla malga Lackenstall  – 1802m (sembra un bivacco, ma non vi sono scritte: è solo per i locali). Appena dopo si abbandona la sterrata e si sale diritti, seguendo i segni, fino ad imboccare un sentierino che sale in diagonale verso sn. A 1950m bella fonte. A 2000m si apre la valle che sale al gioco sovrastante (Kollmannjöchl) – 2232m. Il sentiero vi giunge con un traversone sinistrorso e una breve salita per la max pendenza.

Non so perchè si chiami Kollmann, visto che tutt’attorno si trova il nome Kallmann, ma così è scritto su di un cartello.

Qui si trova un primo laghetto. Per la vetta (qui ben visibile per la grande Croce), si affronta un tratto con catene che supera un balzo roccioso di circa 50m. Le catene sono ben messe, lam roccia solida e non scivolosa; vi è solo un breve passaggio dove si viene leggermente sbalzati in fuori, all’uscita di un canalino, girando a dx. Finito il tratto ferrato, si susseguono due bei pianori separati da una ripida salita. Al secondo ripiano, girando a dx si può scendere al lago, ma noi abbiamo preferito arrivarci scendendo dalla vetta, che si raggiunge con una seconda ripida rampata, anche se ben sentierata.

In vetta, grande Crocifisso ligneo con bella iscrizione. Si scende per la dorsale Sud, fino ad un primo goletto. Qui si può risalire dall’altra parte, o prendere una traccia sulla dx che vi evita la inutile salita e giungere ad un secondo goletto dove si gira a dx per scendere al lago sottostante (Radlsee). Si risale brevemente dall’altra parte e si giunge sul sentiero di salita, che si rifà al contrario, con qualche attenzione sulle catene. Poi giù fino al parcheggio.