i monti di Storo e della val d’Ampola

Storo è uno splendido borgo che sorge nella piana allo sbocco della val d’Ampola nella valle del Chiese, poco sopra il lago d’Idro. Più noto per la sua farina, meriterebbe maggior fama per la bella architettura dei suoi rustici palazzi, delle sue chiese e delle sue splendide, numerose fontane di granito.

Benchè i suoi monti si estendano anche ad ovest del Chiese, nel gruppo dell’Adamello, qui parliamo solo dei monti calcarei che lo circondano: Rocca Pagana (1371m), Rocca Fredda (1668m), monte Stigolo (1699m) e cima Spessa (1816m); fa parte, inoltre, del comprensorio, la splendida val Lorina.

La val d’Ampola porta direttamente nella valle di Ledro, della quale è quasi la continuazione occidentale.

Per maggiori informazioni, cercate qui: http://www.caisatstoro.it/

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1) Alla Croce di Rocca Pagana (1360m) – traccia GPS. A Nord-Est di Storo si erge una aspra vetta, la cima di Rocca Fredda (1668m), che sovrasta il paese. Ma dal centro abitato questa vetta non è visibile, mentre spicca una punta aguzza, che non è che uno sperone di un’altra cima minore, Rocca Pagana (1371m), ultima altura della catena che scende da Rocca Fredda verso il paese, prima di cadere a picco. Sulla punta visibile, gli Storensi hanno eretto una grande Croce, cui porta un sentiero per EE, mentre la vera cima, che sorge appena dietro, non è raggiunta da via segnata. Giunti a Storo, prima di entrare in paese, si trova una via sulla sinistra, che sale diagonalmente. E’ via S.Floriano, che porta dietro alla omonima chiesa parrocchiale del 1521, dove potete parcheggiare (410m). Girando a sinistra, passando di fronte ad un bel palazzo (palazzo Cortella al Dos), si prende la strada per Casina-Terramonte, dove parte il sentiero 467, segnato in bianco e rosso. All’inizio la strada é solamente selciata, ma dopo poche decine di metri diviene asfaltata, ed incontra la vera strada che sale da sn, da via Trento. Si segue la strada fino alla chiesetta di S.Lorenzo (600m ca), e poi al bivio per Bes, con possibilità di tagliare i tornanti per scorciatoie, fino ad una santella (Capitel da Crus), con bell’affresco. Qui (800m ca), dove la strada inizia a scendere, si gira a sin e si sale prima sul cemento, ma subito dopo per una mulattiera (Sapei de Tramut), superando così una balza rocciosa a prima vista inaccessibile. Invece si perviene con facilità ai prati di Terramonte, dove si ri-incontra una strada, che si segue, sempre seguendo i segni del 467. Giunti ad un incrocio a T, con torretta antiincendio, il 467 prosegue a dx e, dopo poche centinaia di metri, abbandona la strada e sale a sn nel bosco. Per Rocca Pagana, all’incrocio con torretta, si gira invece a sn (non vi è alcuna indicazione, per cui noi abbiamo prima sbagliato e poi siamo tornati all’incrocio). Si sale un tratto per la strada e, appena prima di trovare un largo spiazzo-parcheggio, sulla dx si stacca perpendicolarmente un sentierino (bollo arancione semicancellato). All’inizio il sentiero è comodo, ma senza alcun segnale (solo scortecciature di alberi). Poi diviene meno inciso e più erto, ma torna ad essere segnato in arancione. Sopra la testa spicca una capannuccia di caccia o, meglio, di osservatorio faunistico, cui si dovrà pervenire, con un traversone verso sinistra, una volta terminata la salita nel bosco. Si prosegue oltre il capanno, in salita trasversale sn, per pochi metri, fino ad affacciarsi sullo sperone dove sorge la Croce. Qui ci si deve calare con attenzione: la discesa è abbastanza gradinata, ma esposta. Dopo pochi metri si gira a destra e si raggiunge lo sperone, dapprima largo, poi affilato. Gli ultimi, pochi metri prima della Croce sono abbastanza esposti, e possono essere evitati, sedendosi prima. Bel panorama. L’ultimo tratto del sentiero è piuttosto mal tenuto, e pertanto il percorso, sostanzialmente facile, è da considerarsi per EE, anche perchè non indicato alla partenza.

2) sul monte Stigolo (1699m) – traccia GPS. Questa vetta sorge a Nord di cima Rocca Fredda, ed è la più alta della catena che sovrasta Storo da Nord-Est. Partendo da Storo, vi si perviene seguendo il sentiero 467 (vedi percorso per Rocca Pagana) fino a circa 1600m, dove questo inizia a scendere verso l’incrocio col 458. Per salirvi, in una giornata uggiosa e bagnata, ho preferito salire in auto fino al Dosso della Croce (Capitel da Crus) a 800m. Da qui si segue il percorso di Rocca Pagana (vedi sopra) fino all’ultimo bivio di Terramonte (torretta antiincendio). Qui si gira a dx e si segue ancora la strada per circa 300m, dove si trova la deviazione a sn del 467 verso Monsur. Si sale fino al Dosso del Fieno (1350m), dove si incontra un’altra strada, che si segue per cento metri (bella fontanina), fino ad un nuovo bivio a sn. Da qui inizia un bel tratto nel bosco di conifere, faggi e quercioli che porta al bivacchetto di Monsur. Appena prima di arrivare al bivacco, si rigira all’indietro a sn, per salire diritti verso lo Stigolo. Giunti a circa 1600m, dopo due tornanti, il 467 si spiana, gira  a dx e inizia a scendere verso il 458. Proprio al punto più alto, sulla sn si stacca un sentiero militare, non segnato ma ben visibile, che sale con bei tornanti verso la vetta. Poco prima, si arriva ad uno spiazzo, da cui si esce sulla sn: qui il sentiero si fa traccia e sale direttamente fin sotto la vetta. Gli ultimi metri sono un poco incerti, ma andando verso dx non si sbaglia, giungendo in cresta su bei resti di postazioni militari. Si gira alfine a sn, per il sentiero segnato che giunge da Nord, e in pochi metri si è in vetta, contrassegnata solo da un piccolo cartello rosso. Al ritorno, giunti a Monsur, per non tornare dallo stesso, si prosegue diritti sulla strada, fino ad un incrocio sottostante, dove si gira a dx verso Storo (ben indicato). Si segue la bella strada, prima sterrata, poi asfaltata, passando per la ridente località di Casina, ricca di belle baite-villette, e poi si torna al Dosso della Croce (circa 5km di strada in discesa, da Monsur al Dosso, con solo gli ultimi 50m in salita). Qui, se avete l’auto, salite, stando attenti che la strada è stretta e frequentata. Altrimenti proseguite fino al paese. Per i più volonterosi, una visita alla Madonnina di Bes, prendendo la strada indicata, poco sopra S.Lorenzo.

3) Cima Spessa (1820m) con GPS. Questa vetta costituisce il pilastro destro dell’imbocco della val d’Ampola, sorgendo a Nod-Est del lago d’Idro. Spicca solitaria e maestosa in fondo al lago, ma ancor di più se vista dall’Ampola e dalle vette del lago di Ledro.

Il primo tentativo di salita è andato buco, a pochi passi dalla vetta (1750m), a causa del troppo fango, dopo una settimana di pioggia, che rendeva eccessivamente viscide le roccette in un canalino-toboga, e di un eccesso di prudenza, che ci ha fatto pensare alla discesa perigliosa. Ci torneremo all’asciutto. Comunque, credo che bastassero ancora due metri per uscire al sole, sotto la Croce (saggezza del poi…). Partenza da Bondone, a 780m, appena fuori dal paese, sotto lo spiazzo per l’elicottero. In realtà, i più pigri possono salire sia a Casai (cascinali sparsi su prati in salita tra circa 1000 e 1200m), sia all’Alpo (1500m), con l’automobile. Subito di fronte allo spiazzo, a sn parte un viottolo, segnato bianco e giallo (sent.Antonioli) sul bordo strada. Non lo vediamo e proseguiamo per la strada (poco male, lo ritroviamo più sopra: è solo una scorciatoia). Al secondo tornante (destrorso), appena superato, a sn parte il sentiero Antonioli (bianco-giallo), che porta a Casai (vi porta anche una deviazione della strada). A circa 1000 metri incontriamo nuovamente la strada (quella di Casai, che è una deviazione sn di quella per l‘Alpo), che seguiamo fino al punto più alto (loc.Ponecla) dove cessa di essere carrozzabile e diviene prima mulattiera, poi sentiero. Il sentiero, seguendo un lungo diagonale destro, sbuca nel sole di fronte ad un bel baitello di caccia (fortunatamente vuoto), a circa 1500m, dove prosegue pianeggiante fino all’Alpo di Bondone, bel gruppo di casette. Qui vediamo finalmente la cima di Cima Spessa. Appena fuori dalle case, a sn torna all’indietro una strada che sale all’Alpo di Storo, ma non è indicata. Proseguiamo sulla strada, scendendo brevemente ad una fontana e, poco dopo, troviamo un cartello a sn che indica l’Alpo di Storo (malga e bivacco), appena sopra di noi. Vi si sale per breve e scomodo sentiero, che conviene abbandonare verso dx prima del recinto, perchè il sentiero per cima Spessa (non indicato da cartello, ma segnato in bianco-rosso), parte all’angolo destro basso del recinto dell’Alpo, mentre noi, su indicazione dei locali, lo abbiamo cercato nell’angolo destro alto (verso il monte), non trovandolo e infrascandoci a mezza costa per mille tracce che finivano subito. Dopo varie tribolazioni, quando pensavamo di abbandonare, finalmente vediamo da lungi il segno rosso del sentiero, che passava al piano da basso, sulla ns. destra, per poi salire diretto a sn. Comunque, il sentiero sale piuttosto agevolmente ad un goletto a sn della cima, a 1600m. Qui si gira a dx e si sale per una bella traccia, anche se molto erta, senza particolare esposizione, se non lo scivolo erboso e boscoso alle spalle. Poco prima di uscire sul cocuzzolo finale, alla Croce che precede la cima, vi è un erto canalino di una decina di metri, con fondo terroso e roccioso, non difficile in sè, ma reso troppo scivoloso dal fango onnipresente, che avevamo anche sotto le suole. Gli ultimi, pochi, metri non sono aiutati da rami (sulla dx) che invece permettono la salita all’inizio. Qui, pensando ai possibili scivoloni in discesa, abbiamo desistito, per il dono della Prudenza di cui siamo, forse eccessivamente, dotati (con varie recriminazioni e lamentazioni successive e tardive).

Tornati all’Alpo per il sentiero buono, siamo ridiscesi a Bondone per la strada asfaltata e per l’ultimo pezzetto dell’Antonioli non percorso in partenza.

n.b. Dopo 10 giorni siamo tornati su cima Spessa. La Croce di vetta precede la vera cima, che dista una cinquantina di metri. Dall’altra parte della cima, verso Nord, più in basso, si vede un’altra Croce, cui porta un sentiero, ma che, per pigrizia, non abbiamo raggiunto.

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aggiungiamo tre altri percorsi già inseriti in altri capitoli:

4) la val Lorina : clicka per la descrizione

5) al Tombea da Bondone : clicka per la descrizione

6) a cima Avez dal Tremalzo : clicka per la descrizione